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Davide FerrarioVisite con guida alla mostra “Io sono il sarto” domenica 17 e 31 gennaio e domenica 21 febbraio alle ore 10.30. Dopo essere stata messa in scena da Davide Ferrario, regista, bergamasco (di adozione), con grande passione per il proprio territorio, nel suo film “L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto“,  l’Accademia Carrarache ha da poco riaperto le porte a Bergamo dopo 7 anni di lavori, ora organizza anche visite guidate. Trattasi di una pinacoteca, niente di più complesso da vitalizzare. Eppure, ci è riuscito Davide Ferrario che si colloca nell’ambito del progetto della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital, che nella scorsa stagione ha avuto uno strepitoso successo portando nelle sale oltre 180 mila persone. Il film mostra il dietro le quinte della riapertura della Carrara con gli esperti all’opera, accompagna nel museo, tra i capolavori, nell’allestimento. L’Accademia Carrara, voluta a fine Settecento da Giacomo Carrara che donò alla città la sua straordinaria collezione di dipinti, vive nelle immagini e nelle parole del film in un costante movimento dall’arte alla vita, dalla vita all’arte, attraverso gli straordinari protagonisti a partire dall’ex-custode, che ammette che fino al suo ingresso lavorativo al museo non sapeva di arte, poi si innamorò giorno dopo giorno dei dipinti che, durante oltre quarant’anni, andava a visitare anche di notte, con la figlia bambina. Quindi l’antropologo inglese Desmond Morris che parla, in inglese con sottotitoli in italiano, dell’arte come di una necessità nella nostra vita, con racconti e chicche. Se è vero che “l’allestimento di un museo è come uno spettacolo” – come sostiene la direttrice Maria Cristina Rodeschini – questo è un bello spettacolo, che parla il linguaggio delle emozioni che l’arte suscita. Lo storico dell’arte Giovanni Romano, che offre un bottino di notizie interessanti e curiose, indica una possibile linea di visita, che non esaurisce certo la Carrara, ma è una pista: seguire lungo il corso dei secoli l’evoluzione dei ritratti, dei quali il museo presenta una straordinaria collezione con nomi di primo piano della ritrattistica italiana. Come quello di Giovan Battista Moroni al quale la Carrara dedica una mostra, appena aperta: “Io sono il sarto. Moroni a Bergamo”, riservando una sala museale al grande maestro della ritrattistica cinquecentesca italiana del quale espone – tra opere importanti quali la Bambina di Casa Redetti, i Coniugi Spini, il Vecchio seduto – il capolavoro “Il sarto”, che rientra per la prima volta a Bergamo dopo 150 anni, in un

eccezionale prestito della National Gallery. L’esposizione, diffusa sul territorio, prosegue al Museo Adriano Bernareggi dove, oltre a otto dipinti sacri recentemente restaurati del pittore lombardo, si mostra l’eccezionale ritratto di Gian Gerolamo Albani, tra le opere più notevoli del Moroni, per concludersi al Museo di Palazzo Moroni, dove sono collocati nel contesto di una vera casa i tre capolavori Cavaliere in rosa, Ritratto di Isotta Brembati e Dama in nero. Una splendida occasione per entrare nel palazzo di via Porta Dipinta, tra le maggiori realizzazioni del barocco bergamasco, aperto per la straordinaria occasione nei fine settimana invernali.

Il film L’Accademia Carrara. Il museo riscoperto sarà in oltre 200 sale italiane solo per due giorni: il 9 e 10 dicembre.  Mentre la mostra “Io sono il sarto. Moroni a Bergamo” è visitabile fino al 28 febbraio 2016 all’Accademia Carrara.