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The Space in Between. Marina Abramovic and Brazil

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Marina Abramovic – foto di Marco Anelli

“Sono venuta in Brasile per cercare luoghi di grande spiritualità e persone che hanno un certo tipo di energia” – racconta Marina Abramovic, che continua: “Non mi piacciono le religioni”, che le ricordano le istituzioni, mentre ama i rituali, che si avvicinano alle performance. “I rituali come le performance implicano trasformazione”. The Space in Between. Marina Abramovic and Brazil di Marco Del Fiol, nelle sale italiane solo il 3-4 e 5 ottobre, racconta lo specialissimo viaggio di una delle più originali artiste viventi tra le comunità religiose di Goias, Minas Gerais, Salvador de Bahia, Curitiba alla ricerca di una dimensione profonda, di un contatto con persone che hanno un forte bisogno spirituale, per fare esperienza dei rituali sacri e delle cerimonie di purificazione svelando al tempo stesso il suo processo creativo. Ecco che il sincretismo del Brasile più profondo diventa per l’artista serba un percorso personale e artistico. “Il mio compito – mi è stato detto da una sciamana brasiliana – è portare le persone a trascendere il dolore.” Nulla di scontato nel film, che fornisce una chiave di lettura per avvicinare le performance dell’Abramovic, che crede: ” Più una performance è forte, più la trasformazione è profonda”. E dice: “adoro vivere nello spazio di mezzo (in between): è lì che si abbandonano tutte le abitudini e si è completamente aperti al destino”.

Solo il 3-4-5 ottobre al cinema (elenco delle sale su www.nexodigital.it)

Il film, distribuito da Nexo Digital e I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection, apre nelle sale italiane la nuova stagione della Grande Arte al cinema, che ha avuto oltre 400 mila spettatori nelle precedenti stagioni, con in cartellone film dedicati anche ai grandi perfomer contemporanei.