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Al MEF, Museo Ettore Fico di Torino è aperta fino al 28 febbraio 2016 la mostra «Vanità/Vanitas. Il silenzio delle cose», un puzzle di un centinaio di opere che invita a riflettere sulla caducità della vita. Una parte dell’esposizione è dedicata al silenzio delle nature morte e degli oggetti simbolici (teschi e clessidre, libri consumati e bolle di sapone, fiori) e dai ritratti dipinti da grandi maestri del XVI e XVII secolo fra cui Baschenis a Solimena, da Murillo a Cagnacci, scelti da Davide Dotti. L’altra parte del progetto espositivo, «Non la parola fine ma la fine delle parole», a cura di Andrea Busto, propone i lavori multimediali di autori contemporanei della collezione Renato Alpegiani fra cui Carol Rama, Danh Vo, General Idea, Thomas Saraceno, Santiago Sierra, Kiki Smith, Maria Lai, Ra di Martino. Le provocazioni artistiche inevitabilmente portano a riflettere sull’attualità che viviamo: la guerra, le decapitazioni, l’ansia, il tempo perso. Ma anche a considerare che la paura di morire è connessa al rimpianto per la bellezza della vita nonostante le sue contraddizioni. C’è una sala dell’esposizione che narra questo sentire: le fotografie di Fred Goudon ci impressionano con l’imponenza statuaria di dodici giocatori di rugby che circondano le forme delicate di una fanciulla che tiene una clessidra ormai svuotata, sullo sfondo un teschio («Allegoria del Tempo» di Guido Cagnacci, nella foto in alto).
Il tempo non risparmia il corpo, ma se ciascuno riuscirà a coltivare la bellezza spirituale che porta con sé, il viaggio della vita non sarà del tutto inutile, nemmeno per chi rimane. 

MEF Museo Ettore Fico, Via Francesco Cigna 114, Torino – Biglietteria +39 011 852510