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Barbie – Marilyn

Cosa hanno in comune la Barbie, Gauguin e le opere di due pionieri tedeschi del modernismo? Molto di più di quello che s’immagina . Sono i temi delle tre mostre scelte per inaugurare, questa volta ufficialmente, il Mudec Museo delle Culture di Milano (dal 28 ottobre al 13 marzo 2016). Tutte e tre trattano di culture diverse che si incrociano, di linguaggi che si combinano.

 

Proprio come la collezione permanente del Museo con più di 200 pezzi “racconta i rapporti fra la nostra società e mondi lontani, attraverso oggetti d’uso o opere d’arte che hanno cambiato anche noi” come dice la curatrice Carolina Orsini. In Barbie The Icon è messa in risalto la capacità che ha avuto la bambola, con le sue svariate identità(è apparsa nei costumi di 50 Paesi),di superare barriere culturali. In Gauguin.Racconti dal Paradiso le 70 opere esposte rivelano un artista che ha saputo mettere insieme la cultura dell’Occidente con quella primitiva di terre esotiche. Beautiful Confluence è dedicata ad Anni e Josef Albers della Bauhaus. Non a caso collocata dopo le sale della permanente, mostra le pitture di Josef e i tessuti di Anni, mettendoli in relazione con gli oggetti precolombiani collezionati dalla coppia nel corso della vita.

Durante l’inaugurazione è stato intitolato a Khaled Asaad, il direttore del Sito archeologico di Palmira ucciso dai Jihadisti, lo Spazio delle Culture. Perfettamente in linea con lo spirito del Mudec, è un forum per ricerche, laboratori, corsi sulle culture del mondo. Con un importante spazio-percorso dedicato ai bambini,la cui prima tappa è Mosaico Marocco.

Inutile dire che tutto è valorizzato dal contenitore. Ci si chiede come sarebbero apparse quelle straordinarie pareti curve e quell’essenziale, ma imponente scalinata di accesso se si fosse usato il pavimento voluto dal progettista.