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Moda, enogastronomia e turismo tre mondi apparentemente distanti, ma invece complementari e, sempre più spesso, interagenti tra loro. È infatti ampiamente noto che la moda italiana rappresenta uno dei grandi richiami del turismo internazionale insieme alla gastronomia, all’arte e alla musica, e fare shopping in Italia è un modo piacevole e divertente per intervallare la visita a una mostra o a un monumento.

Quindi la moda genera turismo (quello di acquisto, lo shopping), la moda ispira anche la gastronomia e il cibo, meglio la cucina italiana, fa muovere schiere sempre più numerose di turisti.

Di questo e di molto altro ancora si è parlato lo scorso giugno durante il seminario sul tema della corretta informazione multichannel e la ricaduta sul territorio, al Centergross di Funo di Argelato, alle porte di Bologna: una vera e propria “città del commercio” che copre un’area di circa un milione di metri quadri, di cui 400 mila destinati ad area espositiva e 10 mila a uffici.

L’incontro organizzato dalla nostra Associazione assieme ad Arga Emilia Romagna, organismo che raggruppa i giornalisti dell’agroalimentare e all’Ordine dei Giornalisti, ha visto sul palco in qualità di relatori cinque giornalisti di eccezione, quali Pietro Tarallo, presidente NEOS, Luisa Espanet, socia NEOS ed esperta di moda, arte, costume e spettacolo, Roberto Zalambani, consigliere nazionale dell’ODG e segretario nazionale Unaga, Lisa Bellocchi, per tanti anni nella redazione di RAI 3 Emilia Romagna e attualmente nel board Enaj, la rete europea dei giornalisti dell’agroalimentare e presidente dell’Arga interregionale Emilia Romagna, Umbria, Marche e San Marino, e Filippo Fabbri, responsabile della comunicazione di Sanmauroindustria, l’Associazione che raggruppa le principali aziende calzaturiere di San Mauro Pascoli e anche della collegata scuola internazionale di calzature Cercal, punto di riferimento per le imprese del settore per il distretto del Rubicone.

A fare gli onori di casa Lucia Gazzotti, presidente del Centergross, che ha trattato il tema di Comunicare le imprese della moda. L’impatto sul territorio delle attività manifatturiere e commerciali nel fashion. Il caso Centergross. Nella sua relazione anche i “numeri” di questa realtà imprenditoriale: quaranta sono gli anni di attività, il volume d’affari  sfiora i cinque miliardi di euro, all’interno ci sono 600 aziende (una su quattro opera nel settore dell’abbigliamento e 55 sono quelle del settore calzaturiero), una sessantina registrano un aumento di fatturato mentre le altre mantengono le posizioni, 240 sono i brand moda, seimila i lavoratori occupati all’interno e altri 100 mila quelli dell’indotto, cioè che lavorano per le aziende presenti al Centergross, 10 mila sono i buyer che giornalmente lo frequentano. Il distretto commercia per il 60 per cento con l’estero, in particolare Europa, Asia, Medio Oriente e Stati Uniti.

“Centergross – ha precisato Gazzotti – è il pronto moda più importante d’Europa. Un grande polo commerciale creato per aumentare la produttività e l’efficienza dell’azienda, migliorare la qualità dei servizi, incrementare il volume degli affari. Entrare a far parte del Distretto significa essere parte di un mondo dinamico, competitivo e internazionale. Il distretto genera anche un indotto formidabile anche perché la maggior parte delle nostre produzioni sono fatte in un raggio di 100 chilometri. Poi con la presenza di Centergross il comune di Argelato ha raddoppiato gli abitanti”.

Prima di dare la parola ai relatori, Emilio Bonavita vice presidente dell’ODG dell’Emilia Romagna e componente del CDA della Fondazione dell’Ordine emiliano romagnolo, ha ripercorso l’impegno della Fondazione nella organizzazione dei corsi di aggiornamento per i giornalisti. 167 sono stati quelli posti in essere nel triennio 2014-2016 per una spesa complessiva che sfiora i 30 mila euro.

La parola poi a Roberto Zalambani per la relazione di apertura: Il giornalismo e la corretta informazione in ambito moda e turismo. Deontologia professionale e specializzazione come elementi imprescindibili per analizzare il settore. “Non è possibile parlare di deontologia – ha detto Zalambani – in modo disgiunto da un concetto altrettanto importante, quello dell’etica. La deontologia non è un vestito da indossare quando se ne ravvisi la necessità. È un obbligo che ogni giornalista si è assunto dal momento in cui ha iniziato il suo cammino lavorativo. Un dovere, una regola di vita, nei confronti della professione e degli altri giornalisti”.

Il seminario è proseguito con l’intervento di Lisa Bellocchi. Il tema, Come si realizza un servizio televisivo sulle attività manifatturiere come espressione di un territorio, è risultato di grande interesse. Il territorio preso a riferimento era l’Emilia Romagna, una terra dove fashion, food, wellness e motori hanno da sempre costituito straordinari veicoli di sviluppo. “In Emilia Romagna – ha evidenziato Bellocchi – ci sono per ognuno di questi settori altrettanti distretti, la “Motor Valley” che identifica il distretto motoristico dove vengono prodotte Ferrari, Lamborghini e Maserati; con la nascita in Romagna della azienda Techno Gym ha preso il via la “Wellness Valley” che ha in Rimini la sua capitale, poi la “Food Valley”, che comprende le province di Parma e Reggio Emilia, cioè l’area di produzione delle principali tipicità di questa terra che è la regione con il maggior numero di produzioni certificate. Il settore agroalimentare in Italia realizza un export di tutto rispetto: 37 miliardi di euro nel 2015 con l’obiettivo di arrivare a 50 nel 2020, l’8 percento del PIL. Appare da questo evidente che l’enogastronomia genera turismo. Molto spesso vino e cibo sono alla base della scelta di una destinazione. In questi ultimi anni il turismo ha preso con decisione la strada foodie. Il 2018 poi sarà l’anno del cibo italiano”.

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Una breve pausa e poi subito la parola a Luisa Espanet che ha trattato Moda e turismo: due mondi che convivono ed interagiscono tra loro. Il legame tra loro, ha detto Espanet “è molto più forte di quello che può sembrare e soprattutto non così legato all’apparire, al frivolo. Intanto il campo è vastissimo. Esiste anche tutto un discorso di termini e di linguaggio. Se allarghiamo il termine moda a modi, tendenze eccetera. Allora in questo discorso possiamo comprendere le località di moda, che possono essere i luoghi, le città i paesi con la p maiuscola dove bisogna andare per essere aggiornati, o perché se ne parla nei salotti, indipendentemente dalla loro bellezza”.

A seguire Pietro Tarallo ha presentato l’Associazione NEOS giornalisti di viaggio associati e l’annuario 2017 e poi ha parlato di Come costruire e realizzare un reportage scritto. Esperienze sul campo di un giornalista. Tarallo ha iniziato con alcuni consigli di scrittura “alcuni suggerimenti. Semplici, pragmatici. Forse banali. Da non scordare quando si scrive un articolo, qualunque esso sia”. Poi essenziale per un reportage di viaggio ricordarsi sempre della regola delle 5W “che sono alla base dello stile giornalistico anglosassone: Who? chi, What? cosa, Where? dove, When? quando, Why? perché. Questo mi hanno ripetuto più volte sia Folco Quilici sia Tiziano Terzani nei nostri incontri. Regola che secondo loro non è sempre seguita. Anzi spesso è ignorata”. “Anche le interviste – ha continuato Tarallo – possono essere il “sale” di un reportage. Una sorta di valore aggiunto sono le testimonianze dirette e il racconto dei protagonisti. Da utilizzare con attenzione e precisione. Fedelmente. Senza stravolgerle. E neppure subire passivamente l’intervistato”.

Ultimo intervento quello di Filippo Fabbri su Come si comunica un distretto della moda: il caso San Mauro Pascoli. Esperienze di ufficio stampa per il territorio e le imprese. Il possibile impatto sul turismo dello shopping. “Il distretto della calzatura di San Mauro Pascoli – ha detto Fabbri – è al tempo stesso area produttiva, culturale (nel senso che è nata una vera e propria cultura della calzatura) e turistica che ha nella vicina riviera romagnola il suo bacino di riferimento”.

Oggi che il turismo non è più solo di “luoghi” ma soprattutto di “esperienze” i tre mondi di cui si è parlato nel seminario, moda, enogastronomia e turismo, risultano sempre più legati ed interagenti fra loro. Tre elementi fondamentali di quel disegno virtuoso che è alla base dello sviluppo del Belpaese.