È morto Giovanni Gastel, un poeta della fotografia, un filosofo dell’immagine. Una persona semplice, pulita, elegante. Gastel era cresciuto nella folta scia dei professionisti che hanno arricchito Milano con il loro lavoro innovativo sulla comunicazione, da Mulas a Gabriele Basilico a Oliviero Toscani, Manfredi Bellati, Aldo Ballo, e molti altri. Una creatività applicata alla tipica imprenditorialità lombarda, industriale e artigianale. Nei primissimi anni ’80, non ancora ventenne, ha rivoluzionato il modo di vedere gli oggetti, di fare lo still-life.

Il suo spazio professionale è esploso con dei semplici elementi della moda (le scarpe, le cravatte, gli occhiali, i gioielli) visti nella loro personalità espressiva. Se ne accorsero subito Flavio Lucchini e Gisella Borioli offrendogli uno spazio internazionale con Vogue e Uomo Vogue dove ha potuto dar lustro alla eccellenza italiana. In quegli anni la sua somiglianza fisica e gestuale con lo zio Luchino Visconti era imbarazzante. Carla Ghiglieri, la sua press agent lo ha fatto conoscere nel mondo: Dior, Tod’s, i Missoni, i Trussardi, Krizia. Più tardi suoi ritratti di Monica Bellucci, Barack Obama, Forattini, Zucchero, Venditti, Ettore Sottsass, Bocelli, Ernesto Gismondi, Diego Della Valle, per non citare che alcuni di quelli esposti alla Triennale di Milano nel 1997 e recentemente nel 2020 al Maxxi di Roma, sono un labirinto di volti e di occhi in dialogo con la sua anima. Ripeteva le parole di Henri Cartier-Bresson: “È una illusione che le foto si facciano con la macchina fotografica che è uno strumento come un altro. Si fanno con la testa”.

Fotografo, ma prima ancora filosofo e saggista, Giovanni ha pubblicato moltissimi libri tra i quali non posso dimenticare due titoli: La Nobiltà del Fare (Electa 2013) e la sua autobiografia, Un Eterno Istante (2015).
In questo momento, Giovanni, ci manca ancora di più la tua leggerezza e la tua educazione.
G.P.

Giovanni Perotti

Giovanni Perotti

Architetto per formazione, giornalista per curiosità e professione, ha attraversato tutti i settori dell’informazione senza lasciarsi coinvolgere in nessuno di essi. Redattore di Casa e Uomo Vogue, viaggiatore per il Corriere della Sera e Capital (America, Africa, Australia), ha attraversato a piedi il deserto dell’Akakus. È andato in auto ovunque (da Cabo San Luca a Pechino – via Dakar, Darwin e Malaysia). Ha partecipato ai raid più tosti comprese la Parigi-Dakar e la Harricana (Labrador) facendone la cronaca. Come architetto sta portando a compimento il Progetto UNESCO per gli Ksour tunisini.
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