Cairo International Film Festival

Che cos’è il cinema se non un grande viaggio? Una meravigliosa macchina a colori che in meno di due ore, rimanendo seduti in poltrona, magari anche a casa in pantofole, ci trasporta in mondi lontani, spesso sconosciuti, ci mette in contatto con realtà e culture diverse. A volte ci fa viaggiare per migliaia di chilometri. A volte guarda dentro di noi, scruta nei nostri sentimenti e nei nostri problemi, ma sempre, comunque, con il fascino e le suggestioni del viaggio, della scoperta. Ed è singolare che tra i tanti Festival internazionali del cinema che si rincorrono attorno al globo, a cogliere e sottolineare il valore del film come strumento di conoscenza, e in fondo di dialogo tra società diverse, sia il Festival internazionale del Cinema del Cairo che inaugura martedì 21 novembre la sua 39esima edizione. Singolare, ma non sorprendente perché in Egitto, oggi, c’è una grande voglia di reagire alla chiusura intellettuale di chi vorrebbe riportare indietro l’orologio della storia.

“Il cinema offre allo spettatore la possibilità di spostarsi da un luogo all’altro, di osservare diversi modi di vita, di comprendere, di costruire ponti”, ha detto Hisham Sulliman nella conferenza stampa di presentazione. Sulliman è l’amministratore delegato del canale televisivo privato egiziano Dmc Channel che da quest’anno, per tre anni, è il principale sponsor del Festival. Accanto a lui la presidente della rassegna cinematografica, Magda Wassef, e il direttore artistico, Youssef Rizkallah, hanno spiegato tutto il vasto programma di questa edizione che presenterà ben 175 film provenienti da 53 Paesi e che vedrà anche una folta presenza italiana con 17 pellicole portate al Cairo da Isabella Gullo, rappresentante del festival in Italia da diversi anni. In concorso ufficiale ci sarà Fortunata di Sergio Castellitto, ma nelle diverse sezioni speciali ci saranno tra gli altri Qualcosa di nuovo di Cristina Comencini, La tenerezza di Gianni Amelio, In guerra per amore di Pif e Tommaso di Kim Rossi Stuart.

Mountain between us
The mountain between us di Hany Abu-Assad con Kate Winslet e Idris Elbacon

All’Opera House del Cairo ad aprire il Festival sarà il film americano The mountain between us del regista palestinese Hany Abu-Assad con Kate Winslet e Idris Elba. Dopo un tragico incidente aereo due sconosciuti si trovano ad affrontare un pericoloso viaggio verso la salvezza che si rivelerà un’occasione per dare spazio ai ricordi, ai racconti personali, fino alla nascita di un’inaspettata attrazione reciproca. Poi partirà la competizione tra i film in concorso e cominceranno le rassegne delle sezioni speciali. Molto interessante quella dedicata ai film egiziani – che comprende anche Sheikh Jackson di Amr Salama, candidato agli Oscar 2018 per l’Egitto – che racconta la storia di un imam che amava Michael Jackson – e quella dedicata al cinema arabo. Tra le pellicole più significative due affrontato la tragedia siriana: quella del regista Joud Said sulla liberazione di Homs Rain of Homs e The Bees’ way di Abdellatif Abdelhamid. E ancora il tunisino Tunis by night di Elyes Baccar, unico film arabo in concorso ufficiale, il palestinese Ghost Hunting di Raed Andoni, vincitore del premio per il miglior film documentario al Festival del cinema di Berlino, il libanese Solitaire (Mahbas) diretto da Sophie Boutros e il marocchino Sweat rain di Hakim Belabbes.

Questa edizione del Festival del Cairo è dedicata a un’icona della cinematografia egiziana, l’attrice Shadia che è ricoverata in ospedale per le sue precarie condizioni di salute e che, nei giorni scorsi, ha ricevuto anche la visita del presidente al Sisi. E un’altra attrice egiziana, Youssra, la star più famosa del momento, è stata scelta come presidente onorario della rassegna. Il Festival dedica un’attenzione particolare alle donne: c’è una sezione speciale di giovani registe, tutta al femminile, e il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale della donna, ci sarà un seminario contro la violenza. Ma la rassegna internazionale guarda soprattutto fuori dai confini e ai problemi dell’attualità come quello dei rifugiati che Vanessa Redgrave affronta nel suo primo film da regista in Sea Sorrow che sarà proiettato fuori concorso. Paese ospite d’onore, quest’anno, è l’Australia, una sezione speciale è dedicata ai Paesi dell’Europa orientale e una finestra è aperta anche sulla società latino-americana sempre nell’ottica di far conoscere, in particolare al pubblico egiziano, realtà sociali e culturali diverse.

Sea Sorrow
Vanessa Redgrave al suo primo film da regista in Sea Sorrow, proiettato fuori concorso

“Il cinema in Egitto è uno dei ‘soft power’ più influenti. Contribuisce allo sviluppo della cultura, è uno straordinario mezzo di crescita e di orientamento per la società e svolge un ruolo importante anche nella lotta al terrorismo e alle ideologie estremiste”. Sono sempre parole di Hisham Sulliman che, presentando la rassegna, ha rivendicato per il Festival internazionale del Cairo un posto tra i primi film festival del mondo. Anche se non ha nascosto alcune difficoltà incontrate, soprattutto di natura economica. E ha raccontato un retroscena: “Al Pacino ci aveva chiesto un jet privato per portarlo dagli Stati Uniti all’Egitto, ma questo superava il nostro budget”. Per domani sera, invece, sono attesi Kate Winslet e Idris Elba. Come pure ci saranno ben 120 registi di tutto il mondo, oltre a centinaia di attori. Sarà una grande festa del cinema che si snoderà in diversi luoghi del Cairo: il Palazzo delle Conferenze di Al Manara, situato nella nuova capitale amministrativa, il Cairo Opera House, l’American University, le sale della catena Odeon e il cinema Mall of Arabia. Il grande viaggio del cinema lungo le sponde del Nilo sta per cominciare. E andrà avanti per dieci giorni, fino alla serata di chiusura del 30 novembre.

Redazione Neos

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