fari
Finisterre

C’è una piccola Santiago dei Fari, un cammino che permette di attraversare la costa spagnola godendo di visioni spettacolari, sul mare, sulle rocce a picco, tra le luci delle lanterne che si accendono un minuto dopo il tramonto e rischiarano le notti della Galizia.

Gli spagnoli lo chiamano O Camiño dos Faros. E la Ruta dos Faros de Galicia, è un viaggio per camminatori lenti, capaci di assaporare otto tappe (ciascuna di circa 25 chilometri) attraversando sentieri e piccoli borghi, porti e villaggi di pescatori, luoghi lontani da tutto o immersi nelle cittadine della Galizia, tra i venti e la salsedine, tra le torri antiche dei fari storici e le coste da cui si partiva per la caccia alle balene.

Il nome della costa non deve spaventare: Costa da Morte, da Malpica a Finisterre, un percorso di circa 200 chilometri che si può percorrere tutto o in parte, a piedi, in mountain bike o per gli irriducibili dell’auto anche comodamente “automuniti” (però che peccato!).

La meta è il “faro della fine del mondo”, quel Finisterre che tutti vedono nei poster, ma che dal vivo emoziona in modo incomparabile.

Vilàn

Si può partire dal piccolo villaggio di Malpica, con il suo porto e l’affaccio sulle Isole di Sisargasque dove sorge il faro del primo Novecento; mentre a Punta Nariga sorge la torre con la lanterna omonima al di là delle case del villaggio di Roncudo. Rocce, venti e spiagge per poi fermarsi tra i resti archeologici di Pedra da Serpente o – molto più avanti – il Dolmen di Dombate. Un viaggio quindi che alterna fari e storia antica, salite su monti come Insua e visioni di fari unici come quello di Laxe.

E ancora: Camariñas con il faro di Cabo Vilàn o la storia dell’antico Faro Vello che racconta l’epopea dell’illuminazione a vapore; i racconti dei naufragi ottocenteschi  sulla Costa da Morte e il cimitero inglese, con la storia dei tanti velieri scomparsi.

Altri centri come Muxia, ci conducono verso la costa estrema, verso il Finisterre che è una finestra sull’Atlantico che sembra voltare le spalle all’Europa e sconfinare verso l’infinito. Un cammino che è fari e luce, ma soprattutto illumina il cuore e ci lega per sempre alla storia del mare.

 

Enrica Simonetti

Enrica Simonetti

Per 4 anni ha lavorato nell’emittente Antenna Sud e ha pubblicato articoli su National Geographic Italia, Il Gommone, Traveller e Lettera Internazionale. Ha viaggiato molto in Italia, in Europa, negli States e in NordAfrica. Appassionata di storia del mare, ha compiuto uno studio- reportage sui fari italiani, dal quale sono nati tre libri, pubblicati da Laterza. Con un gruppo di scrittori del mare anima la “Vedetta sul Mediterraneo”, una vecchia torre a Giovinazzo (Bari) inaugurata da Pedrag Matvejevic, in cui si tengono incontri sul mare e mostre fotografiche. Lingue: inglese, francese, spagnolo.
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Per 4 anni ha lavorato nell’emittente Antenna Sud e ha pubblicato articoli su National Geographic Italia, Il Gommone, Traveller e Lettera Internazionale. Ha viaggiato molto in Italia, in Europa, negli States e in NordAfrica. Appassionata di storia del mare, ha compiuto uno studio- reportage sui fari italiani, dal quale sono nati tre libri, pubblicati da Laterza. Con un gruppo di scrittori del mare anima la “Vedetta sul Mediterraneo”, una vecchia torre a Giovinazzo (Bari) inaugurata da Pedrag Matvejevic, in cui si tengono incontri sul mare e mostre fotografiche. Lingue: inglese, francese, spagnolo.
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