E’ una nuova destinazione e si aprirà ufficialmente al turismo internazionale a partire dal prossimo ottobre. Si tratta dell’oasi di Al Ula, nella regione nordoccidentale dell’Arabia Saudita. Ed è un evento nell’evento perché l’apertura della regione di Al Ula ai visitatori stranieri fa parte delle novità della Vision 2030 lanciata dal governo di Mohammed bin Salman con l’apertura, appunto, al turismo straniero dell’Arabia Saudita soltanto da settembre dello scorso anno.

Quello di Al Ula è un progetto di ampio respiro che, sotto la regia della “Royal Commission for Al Ula”, l’ufficio creato per salvaguardare e promuovere l’area, vedrà l’investimento di oltre 20 miliardi di dollari da qui al 2035 e uno straordinario sviluppo ricettivo che mira al lusso e alla sostenibilità ambientale. “Parliamo di un’area desiderosa di aprirsi al turismo internazionale nella quale saranno realizzate quasi 10 mila nuove camere d’albergo nel segmento del lusso, di cui mille saranno pronte già entro la fine del 2022”, ha detto Melanie de Souza, direttore esecutivo marketing della “Royal Commission for Al Ula”, ieri sera durante la presentazione della regione di Al Ula alle Terme di Diocleziano, a Roma, dove è allestita la mostra “Roads of Arabia” che, per l’occasione, è stata illustrata dal professore Romolo Loreto, docente di Archeologia e storia dell’arte del Vicino oriente dell’Università “L’Orientale” di Napoli e direttore dell’unica missione archeologica italiana che scava nella regione del Jawf, nel sito di Dumat al Jandal.
Il principe Faisal bin Sattam bin Abudlaziz Al Saud, ambasciatore dell’Arabia Saudita in Italia ha detto: “Abbiamo scelto le Terme di Diocleziano per la mostra ‘Road of Arabia’ e per la presentazione dell’oasi di Al Ula per sottolineare i contatti tra le nostre culture, quella araba e quella dell’antica Roma, contatti di millenni e che ancora oggi sono forti tra i nostri due Paesi. E’ molto bello vedere antichi reperti arabi accanto alle vestigia romane. Ed è bello che l’unione tra l’Arabia Saudita e l’Italia sia riconfermata da questo evento che sottolinea la vicinanza tra i nostri due popoli a partire dalla nostra comune ricchezza culturale”.

E ambiziosi, ha sottolineato la de Souza, sono anche gli obiettivi in termini di sviluppo del turismo: “Puntiamo ad accogliere 250 mila arrivi entro il 2023 per raggiungere i 2 milioni nel 2035. Grazie ai 13 voli settimanali da Roma e da Milano abbiamo grandi aspettative anche sull’Italia, uno dei 50 mercati scelti per centrare questo straordinario obiettivo”.

Primo sito Unesco dell’Arabia Saudita, Al Ula, considerata la “Petra d’Arabia”, è un viaggio attraverso i secoli che conserva le tracce del passaggio di numerose civiltà racchiuse in dipinti rupestri, tombe scavate nella roccia e antiche cittadelle. I regni di Dadan, dei Lihyaniti, dei Nabatei, l’impero romano e la civiltà islamica, tutti hanno contribuito alla magnificenza di quest’oasi che si trova nel nord-ovest dell’Arabia. Un vero museo a cielo aperto in gran parte inesplorato, colorato dal verde delle palme, dal rosso delle rocce e dal giallo ocra del deserto.
Con i visti turistici che ora sono disponibili per i cittadini di 50 Paesi, il turismo diventa un pilastro fondamentale per l’Arabia Saudita che già lavora allo sviluppo della fascia costiera e delle isole del Mar Rosso.

Da ottobre, dunque, Al Ula aprirà le porte ai primi visitatori stranieri e sarà possibile raggiungerla volando da Gedda o da Riad. E’ la prima regione dell’Arabia Saudita ad essere aperta al turismo globale e il suo sviluppo, affidato appunto alla Royal Commission, comprende una gamma di iniziative in archeologia, turismo, cultura, sport e arte nell’ottica di un lavoro che saprà coinvolgere le comunità locali e sviluppare programmi sostenibili a lungo termine che dovranno valorizzare e conservare il patrimonio naturale limitando l’espansione urbana e l’impatto delle attività umane sui luoghi.
I 20 miliardi di dollari che verranno investiti nella regione entro il 2035 avranno un impatto cumulativo sul Pil di 32 miliardi con la creazione di 38 mila posti di lavoro. Oltre alle mille camere disponibili entro il 2022, altre 10 mila nuove camere d’albergo saranno disponibili entro il 2035. Oggi sono soltanto 300.
Per servire i 2 milioni di visitatori l’anno – di cui il 37 per cento internazionali, il 10 per cento regionali e il 53 per cento saudita – previsti ad Al Ula entro il 2035, anche l’aeroporto della zona si prepara a un’espansione importante che permetterà di accogliere 400 mila passeggeri ogni anno e voli internazionali diretti.

Rossella Fabiani

Rossella Fabiani

Giornalista professionista dal 2004, oscilla tra l’eremo e il nomadismo. Scrive prevalentemente di cultura e dei Paesi da lei visitati, racconta il patrimonio culturale con il timido tentativo di valorizzarne la bellezza e con la speranza di tessere legami e costruire ponti tra realtà diverse. Attualmente scrive per L’Osservatore Romano. In precedenza ha lavorato a La Stampa dove è diventata professionista e poi all’Agenzia Fides. Ha collaborato con Liberal, L’Indipendente e Il Messaggero. È anche una nubiologa, si è specializzata in Antichità Nubiane con studi classici e orientalistici. È una flâneuse e sogna di far diventare flâneuses anche le donne del Medio oriente.
Rossella Fabiani
Giornalista professionista dal 2004, oscilla tra l’eremo e il nomadismo. Scrive prevalentemente di cultura e dei Paesi da lei visitati, racconta il patrimonio culturale con il timido tentativo di valorizzarne la bellezza e con la speranza di tessere legami e costruire ponti tra realtà diverse. Attualmente scrive per L’Osservatore Romano. In precedenza ha lavorato a La Stampa dove è diventata professionista e poi all’Agenzia Fides. Ha collaborato con Liberal, L’Indipendente e Il Messaggero. È anche una nubiologa, si è specializzata in Antichità Nubiane con studi classici e orientalistici. È una flâneuse e sogna di far diventare flâneuses anche le donne del Medio oriente.
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