Negli Anni Sessanta, mentre Lucio Fontana si limitava a ‘tagliare’ le sue tele, Agostino Bonalumi lavorava con matematica precisione alle sue opere estroflesse. Ora, fino al 30 settembre, i suoi quadri e i suoi disegni sono in mostra al Museo del Novecento di Milano. Agostino Bonalumi. Spazio, ambiente, progetto è un’antologica di ben 120 opere che, insieme a un video sul suo lavoro, offre un’occasione unica per ammirare le opere di questo straordinario artista, a cinque anni dalla sua scomparsa. La sua carriera artistica comincia nel 1958 quando incontra Piero Manzoni ed Enrico Castellani con cui crea la rivista Azimuth. Nel ’61 è tra i fondatori della “Nuova Scuola Europea”. Ma è l’incontro con Gillo Dorfles che dà alla sua “pittura oggetto” un respiro internazionale, insieme all’originale definizione di “arte estroflessa”. Il dentro e il fuori e i non colori come il bianco e il nero sono solo una parte della sua creatività, basata su precise combinazioni matematiche che nulla tolgono all’originalità che si sfoga nel tridimensionale. Gialli, rossi, verdi, blu, quasi sempre in tinta unita, i suoi quadri giocano con la luce, sono ombre e chiariscuri che cambiano secondo il punto di vista. Ma è interessante capire il lavoro che c’è dietro ogni tela osservandone il rovescio: schizzi, numeri, calcoli, misure a matita. Un lavoro razionale per un effetto ogni volta sorprendete e diverso.

Agostino Bonalumi. Spazio, ambiente, progetto. Museo del Novecento a Milano fino al 30 settembre, ingresso compreso nel biglietto del Museo. Marco Meneguzzo è il curatore della mostra che è dedicata a Luca Lovati, attento curatore dell’Archivio Bonalumi e suo assistente, che ha perso la vita pochi mesi fa, mentre stava installando una mostra proprio a Palazzo Reale. Il catalogo, di Silvana Editoriale, è disponibile in due edizioni: italiana e inglese.

Giosi Sacchini

Giosi Sacchini

Ho visto il mondo quando ancora era bello. Quando viaggiare era un’avventura e non un incubo. Viaggiatrice, prima che giornalista curiosa, convinta che si può descrivere e trasmettere sensazioni solo quando un posto lo si è visto e amato. Di Paesi ne ho amati oltre 100… tanto che per vent’anni sono stata responsabile della rubrica viaggi di Donna Moderna. Ora mi riprendo la vita e il tempo per conoscere e scrivere degli altri Paesi che mi mancano. Almeno questo era il programma, ma presto la Neos mi ha travolto, prima affidandomi la presidenza dell’Associazione e poi nominandomi presidente onorario. Così la mia vita è cambiata…
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