Manaus, una città di più di due milioni di abitanti  che sorge, a sorpresa, nel mezzo di un’ immensa foresta.  

 

Lontana da tutto e da tutti, eppure Manaus  è stata una delle città più ricche e importanti del mondo nell’epoca d’oro del caucciù.

Gli avventurieri spagnoli risalivano il Rio delle Amazzoni e lo giravano in lungo e in largo nell’inutile ricerca  del mitico Eldorado. Ma la ricchezza è arrivata dopo, quando nel 1844 Charles Goodyear scoprì la vulcanizzazione e nel 1888 Dunlop inventò il pneumatico e ne inizio la costruzione.  E il caucciù  divenne un’incredibile fonte di guadagno.

I proprietari delle grandi estensioni terriere degli alberi di caucciù si arricchirono in maniera smodata. Abitavano  ville  splendide   arredate con mobili e oggetti  lussuosi  provenienti dall’Europa.

Manaus è stata la seconda città brasiliana dopo Rio de Janeiro ad avere l’energia elettrica ed una delle prime  con una linea tranviaria.

Nel 1881 si iniziò la costruzione del Teatro Amazonas. Nel 1882 Adolfo Lisboa disegnò il Mercado Municipal dove si vendevano frutta, pesce e tutti i prodotti della foresta amazzonica. Dappertutto  circolavano costose merci importate dal vecchio continente.

Nel 1906 fu costruito l’Ufficio Doganale nello stile dell’India Imperiale, e portato a termine il porto costituito da banchine galleggianti per adattarsi al flusso e riflusso del fiume.  Da qui i preziosi carichi di caucciù partivano per un viaggio lungo 1000 chilometri alla volta della città di Belem, sul delta del Rio delle Amazzoni.  Nel porto venivano  imbarcati sulle  navi che li trasportavano   verso l’America del Nord e l’Europa.

A metà strada tra Manaus e Belem venne fondata la città di Santarem, piccola ma importante come scalo, a sua volta circondata da piantagioni di caucciù.

Ripercorrere oggi questo tragitto a bordo di un battello è un’ esperienza unica che consente di rendersi conto  dell’immensità della foresta amazzonica,  di capire il fascino di quell’epoca di enormi  ricchezze. E  di viaggiare nel bacino fluviale più grande del mondo.

Ci sono battelli semplici  dove i passeggeri devono portarsi la propria amaca per dormire, ma anche battelli di lusso con cabine di prima classe dove si può godere il viaggio con tutti i confort.

Giulio Andreini

Giulio Andreini

Fotogiornalista freelance specializzato in reportage geografici, etnologici, di argomenti artistico-culturali edi news. Le sue foto sono state pubblicate sulle più importanti riviste europee e internazionali come Focus, Geo, Smithsonian Magazin, National Geographic, Volta ao Mundo, Il Corriere della Sera, L’Equipe, El Mundo, Rutas del Mundo, El Pais, Abenteuer und Reisen, Merian. Nel 1991 ha realizzato il libro monografico Argentina per il Touring Club Italiano.
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