Alla scoperta di una metropoli con la singolare anima di un paese di provincia.

Nonostante i suoi tre milioni di abitanti, Salvador dà la sensazione di essere una cittadina. Sarà forse per la sua parte alta, che costituisce il nucleo storico in stile Barocco coloniale, piuttosto piccola e che vive di vita propria, chiusa nel suo fascino architettonico. Quando Tomé de Souza fondò Salvador nel 1549 la concepì divisa in due parti: la città alta con i palazzi, le chiese, il palazzo del Governo e il primo Vescovado e la città bassa con il porto e la zona commerciale. Ancora oggi è rimasta così, soltanto che per passare dalla parte alta a quella bassa non è più necessario servirsi  delle lunghe rampe che un tempo le univano e contemporaneamente le tenevano separate. Oggi la città alta e la città bassa sono collegate dall’ascensore Lacerda e dal tram conosciuto come “Plano inclinado”.

Il cuore della città alta è il Terreiro de Jesus su cui si affaccia il lato minore della Cattedrale, la chiesa di Sao Pedro dos Clerigos, la chiesa de la Ordem Terceira de S. Domingos, e l’edificio della Facoltà di Medicina. Vicino c’è il Convento di Sao Francisco famoso per l’ interno di legno intagliato e ricoperto di oro zecchino. La città bassa è vivace ma non caotica, ricca di commercio e movimento. Anch’essa è un mondo a parte. Nel vecchio porto i “saveiros”, le barche tipiche di questa costa, non trasportano più prodotti e merci di contrabbando come nelle storie di Jorge Amado, ma portano i turisti all’ isola di Itaparica e alle spiagge dei dintorni.

Le spiagge di Salvador hanno una loro particolarità: non sono un rumoroso svago per chi è in vacanza, ma un luogo di incontro e di vita quotidiana, dove si lavora, ci si riposa, si parla, si concludono affari e si fa sport. Il lungomare nord è pervaso da un profumo di alghe e acqua salmastra. Tra le sue file di palme si nascondono piccole palestre improvvisate, a uso di chiunque voglia allenarsi o semplicemente mantenere la propria forma fisica. Dovunque c’è spazio si improvvisano partite di calcio e beach volley. Anche se le sue bellezze artistiche e architettoniche sono di tale importanza da costituire la principale attrattiva per i visitatori, Salvador non è una città da vedere come tante città d’arte. E’  da esplorare con tutti i sensi. Ed è difficile non subirne il fascino.

 

Giulio Andreini

Giulio Andreini

Fotogiornalista freelance specializzato in reportage geografici, etnologici, di argomenti artistico-culturali edi news. Le sue foto sono state pubblicate sulle più importanti riviste europee e internazionali come Focus, Geo, Smithsonian Magazin, National Geographic, Volta ao Mundo, Il Corriere della Sera, L’Equipe, El Mundo, Rutas del Mundo, El Pais, Abenteuer und Reisen, Merian. Nel 1991 ha realizzato il libro monografico Argentina per il Touring Club Italiano.
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