È bastata una pepita nera trovata sulle pendici della Serra do Espinhaço per dare il via alla grande corsa all’oro brasiliana.

Così, dalla fine del XVII secolo, le poche baracche di cercatori sono man mano diventate palazzetti-gioiello, trasformando il villaggio di Ouro Preto (letteralmente “oro nero”) in una città in perfetto stile coloniale. Tanto che, negli Anni Ottanta, l’Unesco l’ha riconosciuta come patrimonio dell’umanità.

Si vive quella storia girando per le strade di ciottoli e incrociando esempi di barocco “mineiro” come La Casa dos Contos, un tempo sede dell’autorità fiscale e ora museo circondato dal verde. Passeggiando fra trionfi di fontane si arriva in piazza Tiradentes, intitolata all’eroe dell’Inconfidência Mineira, il movimento che nel 1789 lottò per l’indipendenza dal Portogallo e di cui Ouro Preto fu il centro. La piazza, rettangolare, acciottolata e in saliscendi, è dominata da un’alta colonna su cui troneggia la statua di Tiradentes, mentre ai lati si affacciano il Museu da Inconfidência e l’ex Palazzo del Governatore, ora sede di diversi musei (fra cui quello di mineralogia).

Intorno alla piazza si visitano chiese grandi e piccole, tutte considerate l’espressione più pura del barocco brasiliano. Come São Francisco de Assis, il capolavoro di Antonio Francisco Lisboa (detto Aleijadinho), il più grande scultore e architetto dell’epoca tardo-barocca; o ancora Nossa Senhora do Carmo e Nossa Senhora do Pilar, famosa per il suo interno decorato in oro.

Gli shopping addicted sappiano che il ricordo “giusto” di Ouro Preto – vivace città universitaria piena di ristorantini, bar e caffè, spesso wi-fi free e con musica dal vivo – va scovato fra pietre preziose, pietre dure e cristalli: la scelta è ampia e i prezzi accessibili. Ma il “pezzo forte” delle miniere del Minas Gerais è il raro topazio imperiale, di un intenso color miele.

Info – www.ouropreto.org.br

Giulio Andreini

Giulio Andreini

Fotogiornalista freelance specializzato in reportage geografici, etnologici, di argomenti artistico-culturali edi news. Le sue foto sono state pubblicate sulle più importanti riviste europee e internazionali come Focus, Geo, Smithsonian Magazin, National Geographic, Volta ao Mundo, Il Corriere della Sera, L’Equipe, El Mundo, Rutas del Mundo, El Pais, Abenteuer und Reisen, Merian. Nel 1991 ha realizzato il libro monografico Argentina per il Touring Club Italiano.
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