di Teresa Scacchi*

capo verde
Boa Vista

Le dieci isole sperse nell’Atlantico avrebbero potuto forse passare indenni dalla pandemia del Coronavirus che ha investito praticamente tutto il mondo, ma il turismo e i Capoverdiani di ritorno hanno aperto ai primi contagi. Ad oggi si registrano: un turista inglese deceduto, altri due turisti positivi confermati di cui in situazione critica e un contagiato capoverdiano rientrato dall’Europa a Praia, la capitale.

Fino dai primi contagi i voli sono stati bloccati dall’Italia, ma non quelli dal resto di Europa. Dopo i primi casi speriamo che il contagio venga circoscritto perché le strutture sanitarie non sono in grado di recepire i malati.

Ad oggi tutte le isole dell’arcipelago sono in lock down. In particolare Boa Bista dove c’è stato il primo caso, che è in quarantena, e tutti sono a casa, seguendo più o meno l’esempio italiano.

Claudio Morlin, responsabile consolare sull’isola di Boa Vista, sentito su WhatsApp, conferma che sono tutti in casa, sia nella capitale Sal Rei, dove regna il silenzio più assoluto, e sia nella zona delle baracche, dove con l’esercito sta cercando di tenere sotto controllo la situazione. Ci ha detto anche che la gente ha un po’ paura, ma anche molta inconsapevolezza.

Come in Italia anche qui ci vuole un po’ per far comprendere la pericolosità di diffusione e tanti sono reticenti a rimanere in casa. Molto più difficile farlo quando fuori il sole splende e c’è l’oceano blu, ma bisogna farlo per superare l’emergenza.

Alcuni Italiani residenti a Capo Verde già più di due settimane fa avevano chiesto a gran voce la chiusura di tutti i voli e si sono messi in auto quarantena per proteggere se stessi e gli altri. Però non sono stati ascoltati. Ma con tutta probabilità era inevitabile, nel bene e nel male le frontiere restano ancora aperte.

Il Governo è impegnato in prima linea con decreti che tentano di contenere il virus, come quello che ha fermato a Praia in quarantena tutte le persone provenienti dall’estero, ma si è anche impegnato a supportare l’economia. Chiusi tutti i voli e anche i trasporti passeggeri marittimi fra le isole.

I servizi essenziali sono garantiti, come le banche che operano da remoto. Sono state attivate da subito anche raccolte alimentari e di farmaci per fronteggiare l’emergenza dei più deboli.

Una grossa mano per la diffusione delle informazioni e per il sostegno dei Capoverdiani in Italia viene dal Consolato Onorario di Capo Verde a Milano e LombardiaEdna Lopes, la giovane console, è presente con chat aperte per i connazionali qui e in loco, in contatto diretto con gli ospedali dove sono ricoverati in Italia tre concittadini, e si adopera per far arrivare messaggi di sostegno e di cura.

Nella tempesta è una gran cosa sapere di poter contare sulle persone ed è quello che sta succedendo: la disponibilità e la gentilezza sono diventate di moda, a parte i commenti sui social e le notizie non verificate che vengono diffuse.

Il Governo di Capo Verde sta prendendo tutte le misure di prevenzione per fronteggiare l’emergenza internamente: come detto i voli sono stati bloccati, le scuole sono state chiuse e così i locali pubblici. Il modello di riferimento per il contenimento è quello adottato dall’Italia che, come giustamente sostenuto da molti paesi, ha preso le misure più consone.

Per quanto riguarda gli hotel è prevista la chiusura a tempo indeterminato. Per quanto concerne i farmaci di base, sono reperibili nelle farmacie e su richiesta si possono ordinare e far arrivare dal Portogallo.

Sempre, ma ancora di più in un momento di forte crisi e stress emotivo come quello attuale, è non solo inutile, ma pericoloso diffondere notizie non controllate che portano discredito a un Paese che con l’Italia ha sempre avuto un forte legame.

  • Giornalista, esperta di Capo Verde

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