Edoardo Miola in Lapponia

Edoardo Miola è un nomade particolare. Divide la sua vita tra Nervi, borgo old fashion della Superba, Lapponia Svedese e Africa Australe dove vive molti mesi l’anno. Poi ci sono i viaggi dove lo porta il suo lavoro che è fotografare l’altro, nuovi paesaggi e culture primitive racchiuse nella magia del tempo.

Nomade nello spazio, ma anche nomade nel lavoro. Quale sono state le tue prime esperienze professionali?

Presto ho capito che il mio interesse verso il design, le arti visive, lo studio dei materiali e delle tecnologie, mi appassionava e così mi sono dedicato a un’ attività poco esplorata negli anni ’70, il campo dei prototipi e modelli. Avevo un laboratorio in cui venivano costruiti, testati e fotografati modelli di ogni genere, dai grattacieli americani ai ponti giapponesi, ai progetti di famosi archistars, alle barche di Coppa America.

Giappone – Kyoto

Poi è iniziato il tuo amore per la fotografia. Come e quando?

Non sono stato sempre un fotografo, anche se la fotografia fa parte della mia vita da quando ho iniziato a fotografare con una vecchia 6×6 a soffietto. E’ stata una passione dalla quale mi sono distaccato per qualche anno quando mi è capitato di doverla utilizzare per lavoro. Un bel giorno mi sono detto che era giunto il momento di considerare la fotografia come interesse primario. Ma che non si è mai trasformato in un “mestiere”.

Namibia relitto nave

Parlaci delle tue case e della tua vita a Nervi, in Africa, in Lapponia.

Nervi è stata la mia casa dal 1992. L’ho scelta perché ho sempre avuto quella che si chiama “Casa e bottega”, cioè la casa strettamente legata alla mia attività. In Africa la mia casa è sempre stata un fuoristrada attrezzato per fotosafari. La base è Cape Town perché amo quell’area e da lì parto per tutte le destinazioni.Il Nord Europa è una meta che ho frequentato da quando nel 1973 vi feci un primo viaggio sull’onda dell’interesse architettonico.

Alla fine la scelta è ricaduta sull’estremo nord, ai confini del Circolo Polare. Ho pensato di creare qui una piccola oasi, un rifugio utilizzabile per chi vuole isolarsi per scrivere, meditare, dipingere, fotografare. Ci si scalda al fuoco della legna, si fa la sauna, si fanno attività all’aperto in estate e inverno. Cerco di offrire ai miei ospiti una visione meditativa, complice uno spazio abitativo unico che è rifugio per la mente e il corpo.

Monument valley horse

 

Redazione NEOS

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