DSC_8071La douce, è l’aggettivo perfetto per Djerba. La più estesa isola del Nord Africa, vanta infatti una temperatura che non scende mai sotto i 24 gradi e un mare sempre caldo. Collegata alla terraferma da un lungo ponte, è una meta turistica ambitissima, con molti resort di note catene alberghiere ben distanziati tra loro nei 540 chilometri quadrati e lungo i 125 chilometri di spiagge con sabbia bianca e un’acqua caraibica che sfuma nei colori dall’azzurro al turchese. Quasi tutti gli hotel hanno grandi Spa e centri benessere per la talassoterapia e sono attrezzati per tutti gli sport acquatici e anche per piacevoli cavalcate sulla spiaggia. Ma Spa in miniatura con hamman si trovano anche nelle deliziose maison d’hôtes dell’interno, preferite da chi cerca quiete e totale relax. Perché Djerba, dove il tempo scorre lento, è un’isola poliedrica in grado di soddisfare anche i turisti più esigenti.

DSC_8055

DSC_9025

DSC_7847

Il capoluogo è Houmt Souk, il cui nome significa quartiere del mercato, una cittadina di 20mila abitanti, con case bianche effetto alveare, chiamate Menzel. Ma il centro dell’attenzione è il coloratissimo e immenso souk dove si può acquistare di tutto: stoffe, abiti, le tipiche babbucce, tappeti, ceramiche, gioielli, olii essenziali e spezie. Da vedere il mercato folkloristico, caratterizzato dalle urla dei venditori all’asta. Intorno al souk, espressione di uno stile di vita, ruota l’intera città. L’atmosfera è davvero particolare ed è il luogo ideale per una giornata tra shopping e visita alle moschee.

Oltre a Houmt Souk, ci sono altre località che vale la pena visitare. Da Midoun, secondo paese di Djerba, dove si trovano bei mercatini con ottime opportunità di shopping, a Guellala, al centro del golfo di Bou Grara, nota per l’artigianato, dove si lavora vasellame e terra cotta. L’argilla viene estratta da profonde cave ai piedi della collina che domina il villaggio, il più elevato dell’isola. Vi si vendono manufatti di ogni colore e forgia, tanto che è difficile non tornare a casa senza averne acquistato almeno uno.

Da vedere il Museo delle arti e delle tradizioni popolari, con i costumi e gli oggetti d’uso delle popolazioni della Tunisia del sud, concentrato soprattutto sulla vita dei contadini e sui particolari e divertenti riti nuziali di Djerba. Mentre Hara Kbira e Hara Srira, sono piccoli villaggi dove la vita scorre con i ritmi del passato. Da non perdere una visita alla Marina di Djerba, con il porto dei pescatori e le anfore usate per la pesca del polipo, diventate poi uno dei simboli dell’isola.

A Erriadh si trova DjerbaHood museo a cielo aperto, unico nel suo genere, ideato e progettato da Mehdi Ben Cheikh, esperto d’arte franco-tunisino, che ora vive a Parigi. Tra luglio e agosto 2014, si sono succeduti circa 150 artisti di 30 nazionalità, cultura e religione diverse, accomunati dalla stessa passione per la street art. Con queste opere Mehdi Ben Cheikh ha voluto dimostrare che a Djerba è possibile vivere in pace tra persone di differenti origini e tradizioni.

DSC_8934

A due passi da Erriadh, a Hara Seghira, c’è El Ghriba, una delle sinagoghe più antiche e note al mondo, e anche la più grande di tutto il nord Africa. Bianca con finestre e porte azzurre è da oltre duemila anni un luogo di culto per eccellenza della religione ebraica. Oggi questa sinagoga, espressione di una minoranza, è considerata un vero e proprio museo religioso: tra gli oggetti da ammirare i famosi cilindri d’argento. Qui ogni anno, in occasione della Pasqua ebraica, si svolge un pellegrinaggio che porta centinaia di migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo. Il nome Ghriba significa meravigliosa e si riferisce all’apparizione di una fanciulla che avrebbe ordinato la costruzione del tempio.Un’altra attrazione dell’isola è Djerba Explore, un parco sulla costa di Midoun, ai piedi del faro di Taguermess e a meno di dieci minuti dai principali resort. All’interno un museo ricco di opere che raccontano la cultura tunisina e il mondo arabo-islamico. Sono rappresentate le varie attività artigianali come l’arte della ceramica, la tessitura, la spremitura dell’olio e c’è anche una fattoria con 400 esemplari di coccodrilli del Mediterraneo tra palme, papiri e alberi di banane.

Isabella Radaelli
Sono cittadina del mondo, amo viaggiare e penso che ogni luogo, anche quello che ci sembra meno bello, abbia qualcosa da scoprire e da trasmetterci. Quando sono all’aeroporto mi sento già in vacanza e quando intraprendo un nuovo viaggio mi entusiasmo come se fosse il primo. Il viaggio per me è a 360° e attraversa non solo i Paesi, ma tocca la cucina, le persone, le albe e i tramonti. Ho fatto mia questa citazione “colui che non viaggia è come una rana che rimane nel suo stagno”. Collaboro con alcuni giornali e riviste per quanto riguarda l’enogastronomia, il turismo e il benessere. Nel 2011 ho aperto un blog: The Lovely Girl (www.isabellaradaelli.it) in cui parlo dei piaceri della vita tra cui appunto i viaggi.
Isabella Radaelli

Latest posts by Isabella Radaelli (see all)

Isabella Radaelli
Sono cittadina del mondo, amo viaggiare e penso che ogni luogo, anche quello che ci sembra meno bello, abbia qualcosa da scoprire e da trasmetterci. Quando sono all’aeroporto mi sento già in vacanza e quando intraprendo un nuovo viaggio mi entusiasmo come se fosse il primo. Il viaggio per me è a 360° e attraversa non solo i Paesi, ma tocca la cucina, le persone, le albe e i tramonti. Ho fatto mia questa citazione “colui che non viaggia è come una rana che rimane nel suo stagno”. Collaboro con alcuni giornali e riviste per quanto riguarda l’enogastronomia, il turismo e il benessere. Nel 2011 ho aperto un blog: The Lovely Girl (www.isabellaradaelli.it) in cui parlo dei piaceri della vita tra cui appunto i viaggi.
Vai alla barra degli strumenti