Galapagos

Ho rintracciato un vecchio amico Fabio Tonelli, operatore turistico, che da molti anni si è trasferito prima a Quito e poi alle Galapagos, dove vive dal 1993. Qui è stato il punto di riferimento di molti giornalisti e fotografi italiani e non che si sono recati nel paese. Grazie a lui ho potuto scoprire aspetti inediti sia dell’Ecuador sia delle Galapagos.

L’intervista è stata realizzata per mail in modo molto fortunoso per la precarietà delle comunicazioni con le isole. Ma dà un quadro oggettivo e allarmante della situazione in queste isole patrimonio dell’Umanità, uniche, dove la natura e in particolare i suoi animali sono a rischio. Senza turisti le persone che ci vivono rischiano di non avere più risorse. Non si può entrare né uscire, per cui anche gli approvvigionamenti alimentari sono compromessi. Come pure l’attività di salvaguardia di questo fragile e importante ecosistema, portata avanti da ambientalisti, forze dell’ordine, scienziati e ricercatori dell’Estation Darwin, è compromessa.

L’Ecuador sta vivendo momenti molto difficili, come ha scritto Esther Cuesta Santana nel suo recente articolo che abbiamo pubblicato. E le Galapagos sono la cartina di tornasole di questa situazione gravissima frutto di anni di malgoverno e corruzione.

Galapagos
Sula mentre cova

Come è arrivato il coronavirus a Galapagos?

E’ arrivato probabilmente portato da un turista che ai primi di marzo quando ha raggiunto l’hotel a Santa Cruz ha cominciato a stare male e il giorno successivo è andato all’ospedale locale. Che però non aveva l’attrezzatura per diagnosticare il coronavirus, così è ripartito il giorno dopo in gran fretta per Guayaquil. Ricoverato in ospedale dove immediatamente gli è stato diagnosticato il coronavirus. Peraltro anche una persona asintomatica arrivata nell’arcipelago potrebbe in teoria essere stata la causa della diffusione del virus senza appunto che nessuno se ne sia accorto

galapagos
Foche

Che misure sono state prese?

C’è stata la riunione immediata del COE (Comitato di operazioni di emergenza) presieduto dal sindaco Angel Janez a cui hanno preso parte i rappresentanti del Ministero di Salute Pubblica, del governo centrale e delle isole, del Ministero di inclusione economica e sociale, della Croce Rossa, della Polizia nazionale, della Marina Militare, del Ministero di Turismo e della Forza Aerea.

In questa sede è stato deciso: divieto di navigare da un’isola all’altra; è stato individuato un centro di isolamento nella parte alta dell’isola di Santa Cruz, settore del Camote, per i malati di coronavirus; proibita la mobilità nell’isola di Santa Cruz e il flusso degli abitanti dall’interno verso Puerto Ayora; utilizzo delle installazioni della Croce Rossa solo per madri e bambini; uso dell’ospedale per casi di coronavirus in un apposito padiglione; distribuzione gratuita alla persone più indigenti di alimenti; sospese le visite alle spiagge e all’Estation Darwin; proibiti incontri in luoghi pubblici, ristoranti, bar, chiese e contatti con gli animali.

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Tartaruga gigante

Quali sono i maggiori problemi per la popolazione?

Economici ovviamente. Ci siamo trovati tutti improvvisamente senza potere lavorare. Le isole sono chiuse al turismo, che è la nostra maggiore risorsa. Non arriva più nessun turista dal continente. Non si può neppure andare a pescare. La popolazione, costituita da circa 30.000 persone, è alla fame anche perché non arrivano quasi più rifornimenti. Quelli che giungono per nave da Guayaquil, dove c’è il numero più alto di contagiati dell’Ecuador, sono sospetti. Questo perché in quella città non rispettano le norme di sicurezza e i prodotti ci possono contagiare. Io non mi fido di questi prodotti che arrivano per nave. Preferisco andare nella parte alta dell’isola dove ci sono alcuni contadini che coltivano frutta e verdura e comprare da loro quanto mi serve. Ma sono pochi perché la maggioranza si dedica all’allevamento di bovini. Quindi è difficile trovare qualcosa da mangiare.

Esistono strutture sanitarie adeguate?

Assolutamente no. Erano insufficiente già prima della pandemia. Immaginarsi ora. Solo da qualche giorno sono arrivati alcuni medici. Secondo me non siamo in grado di fare fronte a questa emergenza! Rispetto ai tamponi solo ora l’Università de las America ha cominciato a farli prima a Isabela poi a Santa Cruz con diagnosi in tempi brevi.

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Fabio Tonelli con il figlio Piercito

Il bilancio di contagiati e morti quale è?

Un morto a Santa Cruz, dove è stato realizzato un cimitero esclusivamente per i morti da coronavirus nella parte alta dell’isola. In totale ad oggi ci sono 11 contagiati ospedalizzati, 130 persone in isolamento a casa.

I residenti che vivono alle Galapagos possono rientrare in Ecuador?

Ci sono 3547 persone che sono bloccate a Guayaquil, Quito e altre città dell’Ecuador e che vorrebbero partire per rientrare nelle loro case qui alle Galapagos, ma le autorità non glielo permettono in quanto potrebbero causare altri circoli epidemiologici. Inoltre una volta arrivati a Santa Cruz dovrebbero fare la quarantena, ma nessun hotel è disponibile ad ospitarli in quanto hanno paura che siano infetti. Lo stesso avviene per quelli che sono stati bloccati qui alle Galapagos che non possono rientrare sul continente.

visit.ecuador.travel/galapagos

 

 

 

 

 

Pietro Tarallo

Pietro Tarallo

Pietro Tarallo vive e lavora a Pieve Ligure, paesino sul mare vicino a Genova. Prima pubblicitario, poi insegnante, infine giornalista e viaggiatore, ha collaborato con numerose riviste, settimanali e quotidiani nazionali. 
Si è aggiudicato alcuni premi nazionali e internazionali, tra cui: Un libro per il Turismo, 1991; PATA, 1993; Pluma de Plata de Mexico, 1994; Premio per migliore Guida Turistica e Premio Adutei, 1995; XVIII Premio Letterario Castiglioncello-Costa degli Etruschi, 1995; Premio per il miglior articolo della stampa estera su Singapore, 1996; Premio eco-turismo Giandomenico Ducali, 2005; Premio Camogli, 2008; Menzione speciale del Premio Chatwin come autore di guide e Premio Il Gambero Rampante-Santa Margherita, 2009. 
Organizza ogni anno Il Salotto del Viaggiatore, presso Bagnara Gallery, via Roma 8, secondo piano, Genova, tel. 010.5957565, www.gigliobagnara.it, dove parla dei suoi viaggi.
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Pietro Tarallo vive e lavora a Pieve Ligure, paesino sul mare vicino a Genova. Prima pubblicitario, poi insegnante, infine giornalista e viaggiatore, ha collaborato con numerose riviste, settimanali e quotidiani nazionali. 
Si è aggiudicato alcuni premi nazionali e internazionali, tra cui: Un libro per il Turismo, 1991; PATA, 1993; Pluma de Plata de Mexico, 1994; Premio per migliore Guida Turistica e Premio Adutei, 1995; XVIII Premio Letterario Castiglioncello-Costa degli Etruschi, 1995; Premio per il miglior articolo della stampa estera su Singapore, 1996; Premio eco-turismo Giandomenico Ducali, 2005; Premio Camogli, 2008; Menzione speciale del Premio Chatwin come autore di guide e Premio Il Gambero Rampante-Santa Margherita, 2009. 
Organizza ogni anno Il Salotto del Viaggiatore, presso Bagnara Gallery, via Roma 8, secondo piano, Genova, tel. 010.5957565, www.gigliobagnara.it, dove parla dei suoi viaggi.
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