terrore

Una mattina di primavera come tante altre. Il sole intiepidisce l’aria. Lei percorre velocemente la stradina che costeggia la roggia, al guinzaglio tiene il cane Alibi, di nome e di fatto. Non c’è in giro nessuno. Nella grande via, dove passa il tram, solo tre persone, in coda distanziata davanti alla farmacia. Imbocca una traversa, normalmente animata per i negozi che vi si affacciano e il cantiere di un palazzo in costruzione. Ora è deserta. Una signora su un balcone al terzo piano parla, anzi urla al cellulare. Sul marciapiede opposto un anziano signore ha difficoltà a gestire il suo piccolo cane. Forse per la troppa dolcezza.

Per raggiungere più in fretta la meta lei sceglie una scorciatoia, un cul-de-sac che costeggia il muro di un giardino. Sa che in fondo, sotto la casa d’angolo, c’è un portico che comunica con la via parallela. All’improvviso avverte dei passi, sempre più vicini. Dietro di lei, a una ventina di metri, c’è un uomo alto, con un giaccone scuro e una mascherina tenuta sotto il mento.

Accelera, corre, il guinzaglio si attorciglia alla zampa di Alibi. Lo sistema alla meglio. Raggiunge lo stretto viale che conduce al suo obiettivo. Dell’uomo nessuna traccia, forse si è fermato, forse è salito su una delle auto posteggiate, forse è entrato in un portone. È salva, la tensione è completamente scomparsa.

All’edicola non c’è nessuno. Compra il giornale. E scorrendo i titoli di testa rientra nel viale per la via del ritorno. Alza gli occhi e a pochi metri da lei vede venirle incontro l’uomo. Si fa da parte, ma lui insiste a camminare al centro. È terrorizzata, tornare indietro le è impossibile. Fingendo di assecondare il cane alla ricerca di odori sale sull’aiuola. L’uomo passa a una distanza di poco più di un metro, dando l’impressione di non averla neanche vista.

#iorestoacasa

#aitempidelvirus

#leparolenonbastano

Luisa Espanet

Luisa Espanet

Giornalista per 11 anni a Vogue e per uno caporedattore di un settimanale popolare per teenager (giusto per le pari opportunità). Da freelance ha collaborato per varie testate, Madame Figaro e Marie Claire Corea compresi, Washington Post e Asahi Shimbun esclusi. Ha un blog: L’Espa.net. Ha pubblicato un libro sulle valigie.
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