Dall’ex Andhra Pradesh al Kerala. Un ritorno dopo anni, in un paese sconvolto dal capitalismo rampante e dalla globalizzazione. Ma che riesce comunque a stupire e ad affascinare con la cultura, la  religiosità, la storia, la natura e la gente.

Dopo otto anni sono tornato in India. I cambiamenti sono eclatanti. L’India degli anni Ottanta,  quando ho iniziato ad andarci, è un lontano ricordo. Almeno per quanto riguarda i grandi centri urbani, le infrastrutture, la viabilità, il consumismo, lo sviluppo economico e il tenore di vita.  E’ un’ India sconvolta dal capitalismo rampante e dalla globalizzazione, dalla ricerca del profitto a tutti i costi e da una classe politica corrotta e rissosa. Le elezioni di fine aprile l’hanno regalata  alla destra integralista indù guidata dal Bjp. I Naxaliti sparano nelle giungle dell’Orissa, del Jharkhand, del Chhattisgarh e del Bengala Occidentale in nome di Mao e contro le multinazionali del carbone e dell’acciaio che riducono gli adivasi, i tribali autoctoni dei luoghi, in semi schiavitù, espropriandoli delle terre e inquinano irrimediabilmente l’ ambiente. Dappertutto un traffico impazzito che le nuove strade e  le troppe auto rendono inestricabile agli occhi di un occidentale. Ma anche immondizie, rifiuti e residui di plastica ovunque. Qui la raccolta differenziata è un’utopia da paesi ricchi. Il riciclo è affidato agli ultimi della terra, gli intoccabili, che si aggirano nel girone infernale di discariche infinite.

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Hyderabad. Forte Golconda (foto di Pietro Tarallo)

Ma l’India riesce comunque a stupire e ad affascinare con la cultura, la  religiosità, la storia, la natura e la gente. Occorre andare oltre il velo di maya. Come ancora una volta ho cercato di fare in questo viaggio.  Ho visitato l’ex Andhra Pradesh con i luoghi del Buddha e i grandi templi indù, i centri di Care & Share nei pressi di Vijayawada, costruiti dagli inizi degli anni Novanta in poi per accogliere minori abbandonati e il Somatherram Auyrvedic Health Resort, affacciato sulla spiaggia di Chowra, a pochi chilometri a sud di Kovalam, nella parte meridionale del Kerala, oasi di pace  dove ritrovare se stessi nel segno dello yoga e della sapienza antica della medicina auyrvedica.

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Pietro Tarallo

Pietro Tarallo

Ha scritto 80 libri fra guide turistiche, testi geografici e libri fotografici, dedicati all’Italia, all’Europa, all’America, all’Africa Australe, al Medio Oriente, all’India, al Sud-Est Asiatico, alla Cina, all’Australia e ai Monasteri, e reportage per riviste e quotidiani. Collabora con: Il Giornale del Viaggiatore, Mentelocale.it, TerreIncognite Magazine, LSD, Voyager e Latitudes. I suoi libri più recenti: Monasteri in Italia (Touring), Le Antiche Vie della Fede (e-Book, Simonelli), Persone. Protagonisti 1980-2014 (Il Canneto) e Giro del mondo in 80 paesi (Polaris). Organizza dal 2007 “Il Salotto del Viaggiatore” dove racconta i suoi viaggi e quelli dei suoi ospiti. Dal novembre 2016 è Presidente della NEOS.
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