Negli studios di una Hollywood indiana

L’ultimo giorno a Hyderabad lo passo interamente a Ramoji Film City, nota come Tollywood. Vi si producono oltre 2200 film e programmi televisivi. Tanto da far concorrenza ai più famosi studios di Bollywood (Mumbai), Chennai (Tamil Nadu), Kochi (Kerala) e Calcutta. In realtà Ramoji Film City, l’attrazione più kitsch della città, è un enorme luna park , al pari degli Universal Studios di Los Angeles, molto amato dagli indiani. Tanto che sono disposti a spendere più di 800 rupie (10 euro) a testa, cifra considerevole per una famiglia. Lontana 20 km dal centro, arrampicata su colline verdeggianti, circondata da metafisici massi di granito, è il regno delle fantasie e dei sogni indiani, dove tutti si sentono un po’ attori.

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Ho scelto il pass Vip, più costoso, circa 1300 rupie. Appena arrivo sono sequestrato in una gelida reception, con aria condizionata a manetta. Perché fa ricco e moderno. Ne esco con un raffreddore che mi durerà per qualche giorno. Mi rifilano un bicchierone di coca cola made in India, nera e spumeggiante. Giusto il tempo di berne un sorso , troppo dolce, quasi imbevibile, e mi caricano su un pulmino, sempre gelidissimo. Inizia il tour. Passiamo sotto un enorme arco trionfale piantato in mezzo al nulla. Dopo un paio di chilometri arriviamo agli studios. Mi dà il benvenuto Superman davanti a cui fanno la fila in tanti per farsi fotografare. Tutti hanno macchine fotografiche e cellulari ultimo modello con cui scattano foto a raffica.

Seguo la folla che mi spinge fino al Teatro n° 1. Qui il miracolo del cinema si realizza con i suoi trucchi sotto gli occhi degli spettatori. Una ragazza viene scelta fra il pubblico. Invidiatissima, deve fare la parte della protagonista di una pellicola d’avventura. Messa su un carro, scosso da due altri volenterosi spettatori, deve mimare terrore perché alle sue spalle appaiono banditi a cavallo che la vogliono rapire. I cattivi sono stati filmati in precedenza e lo spezzone di pellicola è proiettato alle sue spalle. Lei entra subito nella parte. Terrorizzata, frusta cavalli inesistenti che dovrebbero portarla in salvo, mentre sullo schermo dietro di lei la incalzano i banditi. Fine della scena.

Fra commenti e risate si passa al Teatro n° 2 dove si assiste alla proiezione del film appena girato. E’ un film vero e proprio e la ragazza interpreta alla perfezione la parte dell’eroina in fuga precipitosa. Esclamazioni di meraviglia e applausi del pubblico che si congratula con la fortunata interprete. Mi avvicino. E’ sorridente e confusa. Attorniata dalle amiche, mi confessa che vorrebbe fare l’attrice e che è venuta qui per questo.

Gli attori, quelli veri, stanno girando in un set che si trova dopo alcuni giardini in una spianata assolata. Il mio pulmino si ferma pochi secondi. Tutti si affollano contro i finestrini. Nel silenzio si odono solo i click delle macchine fotografiche e dei cellulari. Per catturare l’illusione del sogno.

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Pietro Tarallo

Pietro Tarallo

Pietro Tarallo vive e lavora a Pieve Ligure, paesino sul mare vicino a Genova. Prima pubblicitario, poi insegnante, infine giornalista e viaggiatore, ha collaborato con numerose riviste, settimanali e quotidiani nazionali. 
Si è aggiudicato alcuni premi nazionali e internazionali, tra cui: Un libro per il Turismo, 1991; PATA, 1993; Pluma de Plata de Mexico, 1994; Premio per migliore Guida Turistica e Premio Adutei, 1995; XVIII Premio Letterario Castiglioncello-Costa degli Etruschi, 1995; Premio per il miglior articolo della stampa estera su Singapore, 1996; Premio eco-turismo Giandomenico Ducali, 2005; Premio Camogli, 2008; Menzione speciale del Premio Chatwin come autore di guide e Premio Il Gambero Rampante-Santa Margherita, 2009. 
Organizza ogni anno Il Salotto del Viaggiatore, presso Bagnara Gallery, via Roma 8, secondo piano, Genova, tel. 010.5957565, www.gigliobagnara.it, dove parla dei suoi viaggi.
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Pietro Tarallo vive e lavora a Pieve Ligure, paesino sul mare vicino a Genova. Prima pubblicitario, poi insegnante, infine giornalista e viaggiatore, ha collaborato con numerose riviste, settimanali e quotidiani nazionali. 
Si è aggiudicato alcuni premi nazionali e internazionali, tra cui: Un libro per il Turismo, 1991; PATA, 1993; Pluma de Plata de Mexico, 1994; Premio per migliore Guida Turistica e Premio Adutei, 1995; XVIII Premio Letterario Castiglioncello-Costa degli Etruschi, 1995; Premio per il miglior articolo della stampa estera su Singapore, 1996; Premio eco-turismo Giandomenico Ducali, 2005; Premio Camogli, 2008; Menzione speciale del Premio Chatwin come autore di guide e Premio Il Gambero Rampante-Santa Margherita, 2009. 
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