La NEOS ha trovato molto avvincente il progetto ITALIA PATRIA della BELLEZZA e ha intervistato attraverso il suo Ufficio Stampa il fondatore Dott. Maurizio di Robilant attualmente negli USA. Ci ha interessato in modo particolare il Bando finanziario annuale su progetti in atto sul territorio italiano.            (a cura di Giovanni Perotti)

Maurizio di Robilant, consulente di impresa, noto a livello         internazionale, è presidente di Italia Patria della Bellezza.

G.P. La natura istituzionale della Fondazione cade di proposito al centro dei tentativi di rilancio culturale del patrimonio italiano. Quali sono i vostri pensieri di rafforzamento pratico in questa delicata fase?

Il pensiero della Fondazione, in un’ottica di rafforzamento pratico è quello di valorizzare i progetti già esistenti nel nostro paese e di metterli a sistema. Attraverso il nostro bando per il branding e la comunicazione stiamo dando degli aiuti concreti ai progetti più meritevoli 

G.P. Potete anticipare alla nostra Associazione di giornalisti professionisti di viaggio le strategie più efficaci da adottare in questo contesto?

Il turismo dovrebbe da un lato creare un’offerta basata sul tematismo, creando una offerta capace di meglio valorizzare le nostre infinite diversità e dall’altro concentrarsi sul patrimonio culturale quale vero motore e tratto distintivo dell’Italia rispetto alla concorrenza. 

Marche. Consorzio Borghi sibillini. Comuni partecipanti: Amandola, Comunanza, Montefalcone, Force e Montedinove (Ph. Sally D’Erasmo)

G.P.    È opinione comune che non è al passato che ci dobbiamo riferire, ma ad un nuovo approccio comunicativo nel rafforzamento di un turismo meno consumistico, più motivato, più lento e per una visione del viaggio più attenta ai contenuti e più personalizzata. Come rispondere?

Attraverso lo storytelling, il racconto della bellezza che va rimessa al centro e promossa quale vero talento dell’Italia. Bellezza intesa come l’insieme di creatività, equilibrio, etica, estetica, patrimonio immateriale, culturale, paesaggistico e agroalimentare del nostro paese.

Sardegna. Museo diffuso MuDis. Furriadroxius e medaus sono una sorta di fattorie familiari che, prima dell’abbandono colturale delle aree rurali, costituivano una delle principali fonti di sostentamento economico della popolazione del Sulcis

G.P. Come si può nutrire la curiosità, l’immaginazione e la creatività attraverso una comunicazione più aderente ai tempi?

La chiave sta nella capacità di stimolare la percezione di un’esperienza singolare e irripetibile ; è questo il modo contemporaneo per attrarre chi già sa e vede tutto in uno schermino a milioni di chilometri di distanza: senza un profumo, il vento nei capelli, le temperature che mutano col calare del sole e il sapore di un vino autoctono che non sa uscire dai confini della regione.

G.P. Le geografie e i paesi oscurati sono sempre più numerosi. Il pianeta da esplorare si restringe per le guerre e per la domanda di sicurezza. Ora c’è anche più coscienza per il cambiamento climatico. Sono diventate necessarie nuove strategie, una nuova e differenziata attenzione ai target e nuove idee di sostenibilità. Quali sono le vostre visioni per il futuro, per i giovani e per gli obiettivi sanciti dall’Agenda 2030 dell’UNESCO??

Il destino di un paese è segnato dalla forza e dalla credibilità della sua reputazione. Alla sua costruzione concorrono la chiarezza e l’unicità della sua identità competitiva. Il talento dell’Italia è la bellezza.

La bellezza dovrebbe diventare una vera risorsa strategica su cui costruire occupazione e sviluppo. Inoltre occorre “riempire i vuoti”. Si parla infatti di ripopolare i borghi e le zone interne e minori, ma ci sono tanti “vuoti” che vanno ancora colmati, da quello tecnologico e digitale alla mobilità, dall’impatto con le comunità locali alle politiche di valorizzazione territoriale.

Italia. Dal 1999 Mus-e porta avanti il desiderio del suo fondatore per una società inclusiva, in cui ogni bambino abbia accesso all’arte e alla bellezza.
Giovanni Perotti

Giovanni Perotti

Architetto per formazione, giornalista per curiosità e professione, ha attraversato tutti i settori dell’informazione senza lasciarsi coinvolgere in nessuno di essi. Redattore di Casa e Uomo Vogue, viaggiatore per il Corriere della Sera e Capital (America, Africa, Australia), ha attraversato a piedi il deserto dell’Akakus. È andato in auto ovunque (da Cabo San Luca a Pechino – via Dakar, Darwin e Malaysia). Ha partecipato ai raid più tosti comprese la Parigi-Dakar e la Harricana (Labrador) facendone la cronaca. Come architetto sta portando a compimento il Progetto UNESCO per gli Ksour tunisini.
Giovanni Perotti

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