futuro
Piazza del Popolo – Faenza © Daniele Bosi

di Daniele Bosi*

Le immagini che in queste settimane ci sono diventate familiari – città deserte, medici e infermieri vestiti da astronauti, serie di grafici e planisferi in time-lapse che passano da U.S.A. 160.000 a Papua Nuova Guinea 1, toccando 176 paesi – viste qualche tempo fa ci avrebbero convinto di essere sul set di un film di fantascienza. Non sui deserti di Marte, ma nel nostro mondo reale.

Il mio è a Faenza, una città della Romagna fortunatamente meno colpita rispetto ad altre zone della regione. L’atmosfera è però la stessa che si può riscontrare in qualsiasi altro centro del nord Italia. Con l’aggravante che ci manca quello spirito da combriccola felliniana, un po’ cialtronesco forse, che è ancora vivo malgrado gli anni 2000 abbiano mutato la vita sociale anche dalle nostre parti: le chiacchiere nei bar, gli spostamenti in bicicletta, il piacere della “bandega” (pranzo o cena conviviale) con gli amici.

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Chiacchiere per la strada © Daniele Bosi

In questa anomalia che sta condizionando la nostra quotidianità, come sta vivendo la nostra casa editrice?

A differenza delle altre crisi che, professionalmente, abbiamo dovuto affrontare – 2001 l’attacco al World Trade Center di New York, 2007/2008 il fallimento della Lehman Brothers e ciò che ne è derivato, 2011/2013 crisi economica italiana – in questo caso siamo davanti a una grande incognita, soprattutto per chi basa la sua attività sull’industria turistica: quanto durerà? E se si risolve in Italia in tempi, diciamo, accettabili, cosa succederà nel futuro dei paesi di cui noi scriviamo? Quando i nostri lettori potranno programmare viaggi all’estero comprando in libreria guide e libri di approfondimento? Quando noi ricominceremo a guardare ai mesi successivi sapendo che i Tour Operator nostri clienti torneranno con i loro ordini quotidiani o con le scorte mensili a permetterci di sopravvivere?

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Corso Mazzini – Faenza © Daniele Bosi

Per il momento lavoriamo per il futuro, ottimisticamente. Abbiamo varie guide e libri di narrativa su cui stiamo compiendo editing e impaginazione e teniamo pronto il materiale per quando potremo sbloccare la nostra attività. Certamente abbiamo rimodulato il programma editoriale: nuove guide su destinazioni italiane, narrativa di viaggio di ambito europeo – meno toccato dalla pandemia – e nuove collane non destinate esclusivamente a viaggiatori.

Certo che, alzando gli occhi dal computer su cui scrivo queste note, vedere la città vuota, sentire gli altoparlanti dei vigili urbani che invitano a non uscire, ascoltare i vicini di casa che si parlano dalle finestre e dai balconi fa uno strano effetto. Per noi, prima generazione che non ha vissuto guerre, è un brusco risveglio dalle nostre certezze.

*Direttore editoriale di Polaris Edizioni

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