yvel
Yvel, industria gioielliera d’alta classe, alle porte di Gerusalemme. Collana valutata 500.000 dollari

Ovali, a goccia, semi-barocche, barocche, a bottone, o sferiche, le più perfette: forma, colore e dimensione sono scelte soggettive. Simbolo di purezza e femminilità, le perle donano eleganza da sempre. Ma quello che conta soprattutto è la lucentezza, perché più una perla è luminosa, più si conserva e il suo valore aumenta.

Lo sanno bene Orna e Isaac Levy, coppia nella vita e nel lavoro, che da trent’anni disegnano e trattano gioielli con perle, zaffiri e diamanti. “Ogni creazione è una canzone scritta con il cuore. Alcune nascono in poche ore, mentre altre necessitano qualche anno per trasferirsi dalla mia immaginazione alla realtà”, dice Isaac.

Yvel
Yvel, veduta dello showroom nella sede alle porte di Gerusalemme

La più grande compagnia di design specializzata nelle perle nasce nel 1986, quando i due giovani appena sposati, a corto di quattrini e senza chiare prospettive ma con una grande passione per la bellezza naturale delle perle, decidono di fondare la Isaac Levy Jewelers. D’altra parte, buon sangue non mente: la madre di Orna, discendente della famosa famiglia mercantile di perle di Moussaieff, possiede e gestisce il negozio di gioielli di lusso nel King David Hotel di Gerusalemme e, prima ancora di camminare, Orna sa già infilare le perle.

Isaac è invece un giovane che, immigrato dall’Argentina in Israele con la famiglia, ha sfidato parecchie difficoltà, le stesse che lo avrebbero poi rafforzato facendolo diventare un imprenditore di successo, con un occhio anche alla filantropia.

Un anno dopo gli sposi presentano i loro disegni di gioielli a una fiera internazionale; nel 1991 cambiano nome in Yvel, lettura speculare di Levy, e ottengono   vari riconoscimenti   per i design innovativi delle perle dei Mari del Sud, completati con oro 18 k e diamanti.

Yvel
Yvel. Parte degli artigiani sono ebrei etiopici

Nel 2008 propongono la collezione di zaffiri Rainbow, con le preziose gemme naturali africane, in uno spettro di colori e forme, fissate in oro e rafforzate con diamanti naturali bianchi e cognac. Un paio di anni più tardi la famiglia Levy decide di impegnarsi in un programma di responsabilità sociale: apre la scuola di gioielleria e arte – la Andrea Bronfman School of Jewelry & Art – per insegnare il mestiere e far trovare lavoro agli ebrei etiopi immigrati in Israele. Isaac si ricorda della sua esperienza da giovane e decide di creare una situazione più favorevole per chi vuole abbracciare cultura e vita israeliana: gli studenti ricevono uno stipendio, sono aiutati nelle loro difficoltà da assistenti sociali, imparano la storia del Paese e sono accompagnati in tour per meglio conoscerlo e abituarsi alla vita locale. La collezione creata dagli studenti in argento, anche placcato oro 24 K, si chiama Megemeria, che significa “nuovo inizio” in Amharic, lingua madre dell’Etiopia.

Yvel
Yvel. Gioiellieri al lavoro con strumenti di precisione

È anche il momento giusto, con oltre 100 impiegati, arrivati da ogni parte del mondo, di inaugurare la nuova sede, un moderno edificio sulle colline appena fuori Gerusalemme, con showroom, scuola e una cantina di 160 anni. I visitatori sono accolti in un’atmosfera di lusso: assistono dapprima alla proiezione di un film 3D sui gioielli, sorseggiano vini delle colline della Giudea in una delle più particolari cantine del mondo, visitano la scuola. E, soprattutto, hanno l’opportunità di ammirare, provare e acquistare le ultime luminose creazioni di Yvel nello showroom: perle d’acqua dolce, che arrivano dal lago Biwa in Giappone, perle dei mari che bagnano la costa nord dell’Australia e quella del sud della Cina, zaffiri e diamanti.   Orna e Isaac continuano a inanellare una serie di prestigiosi riconoscimenti e premi. Nel 2016 hanno festeggiato 30 anni di attività con quattro nuove collezioni. I gioielli di Yvel sono di altissima qualità, ogni pezzo è creato e venduto nel centro di design, ma si trovano anche in più di 600 negozi di lusso dei cinque continenti e spesso si vedono indossati dalle celebrities sui red carpet.

 

 

 

 

Maddalena Stendardi

Maddalena Stendardi

Dirige il web magazine Ecoturismonline, che ha fondato. Photoeditor e giornalista, collabora con Tutto italiano. In passato è stata in redazione a Traveller Condé Nast e a Bell’Italia Giorgio Mondadori. Ha scritto itinerari di viaggio per il sito Verde BPM della Banca Popolare di Milano e ha collaborato con RCS, Transedit Group, DinersClub, Intown, Fitness Magazine, La Nuova Ecologia e BioEcoGeo. Area di interesse e specializzazioni: viaggio, ambiente, arte.
Maddalena Stendardi
Dirige il web magazine Ecoturismonline, che ha fondato. Photoeditor e giornalista, collabora con Tutto italiano. In passato è stata in redazione a Traveller Condé Nast e a Bell’Italia Giorgio Mondadori. Ha scritto itinerari di viaggio per il sito Verde BPM della Banca Popolare di Milano e ha collaborato con RCS, Transedit Group, DinersClub, Intown, Fitness Magazine, La Nuova Ecologia e BioEcoGeo. Area di interesse e specializzazioni: viaggio, ambiente, arte.
Vai alla barra degli strumenti