valli resilientiÈ strano lasciare la bella città di Brescia a 32 gradi e trovarsi, in appena un’ora di macchina, in Val Trompia a 1420 metri di altezza e a 16 gradi di temperatura. In mezzo a boschi e foreste l’unico suono è lo scampanare delle mucche in alpeggio. Un panorama di  verde profondo, stemperato fino all’azzurro delle valli e delle cime più lontane.
Così è cominciato il nostro viaggio nelle valli resilienti Trompia e Sabbia. Per documentare un interessante progetto di valorizzazione delle Prealpi bresciane, affidato alle  Comunità Montane, straordinariamente efficienti, e finanziato dalla Fondazione Cariplo. Testo e foto di Graziella Vigo.

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Il rifugio Colle San Zeno ci accoglie con il profumo di un appetitoso risotto e il sorriso del famoso cuoco Giacomo Ottelli.
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Cataste di legna ai bordi delle strade, stelle alpine, panorami punteggiati di paesi sparsi. Con piccoli gioielli tipo l’antico borgo di Mondaro e la sua casa accanto alla chiesa dipinta con curiosi trompe-l’oeil. Poco più in là il Museo Orma, che mostra con orgoglio una ricerca accuratissima di reperti, trovati in zona, che risalgono dal Neolitico fino all’epoca romana.

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Grande attrattiva la miniera di ferro Marzoli di Pezzaze per intere classi di bambini che vi entrano curiosi, chiusi in un trenino giallo guidato da Ciso, l’ultimo minatore della valle.
Da vedere anche il piccolo museo, molto istruttivo e commovente sulla vita dei minatori dall’Ottocento.

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Interessante il ranch Vaghezza, dove si mangiano le specialità della valle, profumati salumi, delicati formaggi e grigliate sul fuoco di legna. Da qui si parte per belle passeggiate a cavallo.

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In Val Sabbia incontriamo Pertica Alta, un comune molto interessante fatto di sei frazioni tra cui Livemmo, con belle casine dipinte, l’unico negozio di alimentari e l’antico lavatoio.

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Si continua a salire in alto per arrivare in tempo alla fienagione alla Malga Casine e vedere l’allevamento di bestiame e la produzione di formaggi in loco. Un prodotto tipico delle Valli resilienti.

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Belprato è un paese quasi deserto, ma salvato dall’idea dell’artista svizzero Marino Gabusi. Lui ha aperto ad artisti, pittori e scultori, un concorso per venire, ospiti ogni anno, a dipingere le facciate delle case. Tra i più bei disegni l’antico lavatoio, con le sagome delle donne contadine dell’epoca.

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All’improvviso, ecco il lago Idro dalle acque tranquille che sembra un fiordo. In alto, vicino a Lavenone, si alza la Rocca d’Anfo, una maestosa costruzione voluta da Napoleone. La rocca poteva ospitare fino a quattrocento uomini per fronteggiare gli austriaci e la Repubblica di Venezia. Quattro ore per salire a piedi, ma il panorama del lago azzurro verde, che cambia colore col passaggio delle nuvole, è bellissimo.

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Graziella Vigo

Graziella Vigo

“…Graziella Vigo, una fotografa italiana contemporanea molto interessante…”, Wall Street Journal. Milanese di nascita cittadina del mondo, ha vissuto e studiato a Ginevra, poi a New York all’I.C.P. dove ha perfezionato l’arte del ritratto con Robert Mappletorpe. Giornalista e fotografa indipendente, cosmopolita e internazionale per educazione e professione, ha viaggiato in tutti i continenti, sempre con la macchina fotografica in mano, la curiosità e la capacità di meravigliarsi. Tra i suoi principali libri fotografici: C’era una volta in India (ediz. Electa), Uno sguardo sul mondo, le donne a Pechino (ediz. Presidenza del Consiglio), Armenia( ediz. Skira), Karabakh (ediz. Marsilio), e Galilea Giudea Gerusalemmme, Ginevra De la Paix, San Lazzaro degli Armeni, Venezia (Studio Vigo).
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“…Graziella Vigo, una fotografa italiana contemporanea molto interessante…”, Wall Street Journal. Milanese di nascita cittadina del mondo, ha vissuto e studiato a Ginevra, poi a New York all’I.C.P. dove ha perfezionato l’arte del ritratto con Robert Mappletorpe. Giornalista e fotografa indipendente, cosmopolita e internazionale per educazione e professione, ha viaggiato in tutti i continenti, sempre con la macchina fotografica in mano, la curiosità e la capacità di meravigliarsi. Tra i suoi principali libri fotografici: C’era una volta in India (ediz. Electa), Uno sguardo sul mondo, le donne a Pechino (ediz. Presidenza del Consiglio), Armenia( ediz. Skira), Karabakh (ediz. Marsilio), e Galilea Giudea Gerusalemmme, Ginevra De la Paix, San Lazzaro degli Armeni, Venezia (Studio Vigo).
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