Una mostra su questo bene prezioso, da poco conclusa,   ha fatto conoscere un interessante palazzo barese e rivelato un poliedrico artista.

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“Duilio Cambellotti. Le grazie e le virtù dell’acqua”, curata da Emanuela Angiuli, è stata allestita nel Palazzo dell’Acquedotto Pugliese di Bari, monumento unico in Italia, progettato dall’ingegnere ravennate Cesare Brunetti e costruito tra il 1925 e il 1935. Il Palazzo s’impone nel borgo murattiano per la maestosità dello stile architettonico ispirato al romanico pugliese. L’esterno con i quattro piani rivestiti in pietra di Trani contiene elementi architettonici ispirati al patrimonio civile e religioso locale. La progettazione degli ambienti interni e degli arredi è opera del maestro Duilio Cambellotti, artista romano, tra i più geniali del ‘900 italiano, che ha dotato il Palazzo di uno stile inconfondibile, rendendolo un vero e proprio monumento all’acqua salubre. L’arte di Cambellotti si sviluppa in diverse fasi che riguardano il disegno architettonico di alcune sale, la decorazione pittorica, i pavimenti, gli arredi, comprese le illuminazioni, i tappeti e perfino le maniglie delle porte. Oltre centoventi erano le opere esposte nella mostra, tra dipinti, disegni, illustrazioni, celebri sculture in bronzo come la monumentale “Fonte della Palude”, ceramiche, terrecotte, vetrate, mobili e quaranta bozzetti preparatori eseguiti per il Palazzo dell’Acquedotto, in un susseguirsi di argomenti dedicati: la spiga e l’ulivo, le mille e una notte, il mondo della natura, la grazia delle donne, le virtù dell’acqua, gli stili e gli arredi. Opere curate nei minimi particolari che hanno rivelato la poliedricità e l’eclettismo di Cambellotti.

Palazzo dell’acqua

 

 

Isabella Radaelli
Sono cittadina del mondo, amo viaggiare e penso che ogni luogo, anche quello che ci sembra meno bello, abbia qualcosa da scoprire e da trasmetterci. Quando sono all’aeroporto mi sento già in vacanza e quando intraprendo un nuovo viaggio mi entusiasmo come se fosse il primo. Il viaggio per me è a 360° e attraversa non solo i Paesi, ma tocca la cucina, le persone, le albe e i tramonti. Ho fatto mia questa citazione “colui che non viaggia è come una rana che rimane nel suo stagno”. Collaboro con alcuni giornali e riviste per quanto riguarda l’enogastronomia, il turismo e il benessere. Nel 2011 ho aperto un blog: The Lovely Girl (www.isabellaradaelli.it) in cui parlo dei piaceri della vita tra cui appunto i viaggi.
Isabella Radaelli

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