speciale di viaggio puglia 2017
Lecce

Quando si parla di Lecce è inevitabile citare il barocco che la pervade: maestoso, solenne, ricco.
Ma la città è disseminata anche di architetture del Ventennio. Le più note e imponenti sono in piazza Sant’Oronzo, completamente trasformata in quel periodo per fare posto all’anfiteatro romano ritrovato. Questo stile ha lasciato un’impronta molto netta ; oltre Sant’Oronzo, ci sono gli edifici della Questura, della Camera di Commercio, quelli universitari nei pressi di Porta Napoli e altri . Conoscerli significa attraversare un pezzo della storia di Lecce.
Negli anni Trenta e Quaranta esplose una vera febbre di opere rivoluzionarie, in controtendenza con il maestoso barocco.  Presenze consistenti ma spartane. Dai volumi geometrici con spigoli vivi, finestre ampie e alte, simili a occhi. Senza fronzoli: muri, balaustre, architravi, non si animano di putti, grifi e mascheroni ma sono come un’isola minimale nel ricco tessuto circostante.
E proprio nella citata Piazza S. Oronzo, ogni giorno a mezzogiorno, invece dei soliti rintocchi delle campane, risuona nell’aria una canzone di Tito Schipa *, l’usignolo d’Italia come venne definito da critici e melomani. Ogni giorno, la sua inconfondibile voce riecheggia dagli altoparlanti tra lo stupore dei turisti, meravigliati di ascoltare al posto dei “tradizionali” rintocchi, le canzoni dialettali e non del tenore salentino. 

*Tito Schipa, nome d’arte di Raffaele Attilio Amedeo Schipa (Lecce, 27 dicembre 1888, New York 16 dicembre 1965), è stato un grande tenore e attore italiano.

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