una meridiana del 1699

Rallegrano la monotonia di pareti nude, decorano le facciate di ville e monasteri, incuriosiscono i turisti con l’immancabile motto che attrae lo sguardo, segnano “le ore liete e le giornate serene”. Le meridiane contano le ore da millenni anche all’epoca dei Rolex e degli orologi atomici.

Una sorprendente concentrazione di quadranti solari si può ammirare nelle valli piemontesi, in particolare nella Val Susa e anche in Val d’Aosta. Ce ne sono pure in pianura, a pochi chilometri da Torino e da Cuneo.

Pare che in Italia siano sopravvissuti all’incuria del tempo o troppo spesso cancellati da rifacimenti e demolizioni circa 12mila orologi solari. Sono disseminati a macchia di leopardo su tutta la geografia della penisola in virtù della presenza di qualche “meridianologo” esperto calcolatore e costruttore di questi quadranti. Il progettista di meridiane è un professionista, astrologo, matematico, geografo, in realtà un artista, una figura storica, inizialmente al soldo di nobili famiglie per impreziosire le dimore di città e di campagna o del clero per segnare il tempo sulle facciate delle chiese o sui campanili. Per secoli le meridiane hanno permesso all’umanità di scandire il mezzodì o il vespro serale e l’ora della chiusura delle porte di città.

la meridiana della chiesa di Aosta

La caccia alle meridiane più belle è un pretesto valido per riconsiderare il territorio come miniera di messaggi culturali, di spostamenti attivi, creativi, personali non viziati dalla pigrizia dello sguardo o dalla globalizzazione delle mete turistiche.

Se ne trovano di interessanti a San Benigno (Torino), a Giaveno (Torino) a Saint Vincent (Aosta), a Fossano (Cuneo), a Cornu (Aosta, val d’Ayas), a Cogne (Aosta), a Pré Saint Didier (Aosta), a Gattinara (Novara), a Cuorgné (Torino), a Cocconato (Asti) e in tanti comuni della Val di Susa.

Giovanni Perotti

Giovanni Perotti

Architetto per formazione, giornalista per curiosità e professione, ha attraversato tutti i settori dell’informazione senza lasciarsi coinvolgere in nessuno di essi. Redattore di Casa e Uomo Vogue, viaggiatore per il Corriere della Sera e Capital (America, Africa, Australia), ha attraversato a piedi il deserto dell’Akakus. È andato in auto ovunque (da Cabo San Luca a Pechino – via Dakar, Darwin e Malaysia). Ha partecipato ai raid più tosti comprese la Parigi-Dakar e la Harricana (Labrador) facendone la cronaca. Come architetto sta portando a compimento il Progetto UNESCO per gli Ksour tunisini.
Giovanni Perotti

Latest posts by Giovanni Perotti (see all)