Minorca ha una collocazione nel nostro immaginario: un’isola da cartolina, ancora più autentica fuori stagione, dominata dalla natura e da un mare verde smeraldo che profuma pienamente di Mediterraneo. Eppure, questo viaggio nasce d’istinto, senza pensarci troppo, arrivato da un invito curioso: un evento dal titolo che non ammette divagazioni, Hats&Horses, cappelli e cavalli. Dei primi qualcosa posso dire,  ho una collezione di cappelli vintage in soffitta; dei secondi,  ricordo che esistono i cavalli minorchini, ma oltre a questo non so nulla. Devo partire?

La risposta sta nel cogliere il momento. Minorca, in primavera, ribalta le aspettative: le sue spiagge del sud – Cala Turqueta, Cala Macarella, Cala Macarelleta, Son Bou, Binigaus, per citare le più note – sono nella  forma più essenziale, pronte per un bagno, se non si teme il freddo. Niente folla, acqua trasparente, sabbia chiara e pensionati ciondolanti  sul bagnasciuga. Tuffarsi richiede coraggio, un brivido che però amplifica la sensazione di privilegio: essere lì, in quel momento, da soli è un lusso accessibile, più nel concreto che nel concetto.  Basterebbe per prenotare un volo diretto per Mahon, ma ci sono  altre motivazioni in più. Eccone qualcuna per chi cerca incontri preziosi. Non da dating app, ma quelli che lasciano qualcosa in più, un’amicizia di penna, un indirizzo da suggerire.

 

 

 

Il primo incontro è con Paola, anima di Maux23, nel centro di Es Migjorn Gran. La sua boutique non si lascia interpretare da fuori, nascosta tra suggestioni da brocantage. È solo quando entri che scopri un progetto che va oltre il commercio: bigiotteria vintage, collezioni eccentriche, pezzi che arrivano da vite e luoghi diversi. Tutto è in vendita, ma nulla serve a gonfiare il suo portafoglio. Ogni euro ricevuto sostiene associazioni animaliste locali; un gesto che diventa rete, relazione, comunità. Mi porto a casa due oggetti parte della collezione di galli e galline di un inglese che, prima di morire, ha donato tutto a Paola, che custodisce la collezione e dà la possibilità di prenderne un pezzo.

In questo breve viaggio scopro che Minorca è ruvida e abbastanza lontana da qualsiasi immaginario patinato, salvo piccole eccezioni. Ed è proprio per questo che sorprende l’intuizione di Ariadna Vilalta, che da nove anni porta avanti con determinazione Hat&Horses, evento che per un giorno trasforma Minorca nella patinata Ascot, dove cappelli scenografici e suggestioni british, non tradiscono il legame con l’identità equestre dell’isola. Non è imitazione, ma contaminazione. Non è snobismo, è un modo per accendere i riflettori su una Minorca diversa, che prova a raccontarsi oltre il mare e a diventare calamita anche in primavera.

 

 

E poi c’è il tempo lento, che segue il tracciato del Camí de Cavalls, oltre 180 chilometri che abbracciano l’isola e la restituiscono nella sua interezza. È un percorso da vivere anche a piccoli tratti, perfetto per chi viaggia da solo, in coppia, con bambini, per chi vuole rallentare ma anche mettersi alla prova.  A piedi o in bicicletta porta a scoperte inattese, deviazioni spontanee, incontri e pause per far divagare la mente. Il tratto da Cala Turqueta a Cala Macarelleta dura un’oretta, è facile e con la giusta prospettiva per foto da instagrammare.

Camminare mette sete. Ed è qui che arriva un’altra sorpresa: il sidro. Non esattamente la prima bevanda che si associa al Mediterraneo e all’isola, con  un legame più immediato al gin. Invece, Minorca ancora una volta spiazza. Da Sidra Kane nasce il primo sidro dell’isola, prodotto da mele coltivate qui, retaggio della presenza britannica. Sir Richard Kane fu, infatti, governatore di Minorca tra il 1712 e il 1736, la cui eredità è la costruzione della strada tra Mahón e Ciutadella, il Camí d’en Kane, e l’introduzione di coltivazioni e varietà come la mela d’en Kane, da cui nasce il sidro. Una bevanda fresca, dissetante, alcolica quanto una birra, ancora meno nella sua versione sangria, che racconta il territorio in modo inaspettato. Si degusta, si scopre il processo produttivo, ma soprattutto ci si siede a tavola, a parlare con l’oste David che sembra l’amico di una vita, sbocconcellando primizie locali preparate da lui.

 

 

 

 

Nella tradizione dell’isola non si possono trascurare le avarcas (comunemente chiamate minorchine), le tipiche calzature nate come scarpe da lavoro e diventate, in tempi recenti, simbolo di stile. Da Mibo si trova una selezione ampia di forme e colori. Si può sbirciare dietro le quinte, entrare nel laboratorio e osservare come prendono forma, dal taglio della pelle, accuratamente selezionata, fino alle rifiniture che garantiscono comfort e uniformità.

Lo stesso sapere artigianale, in chiave industriale e lussuosa, si ritrova in Pretty Ballerinas, marchio a livello internazionale, fondato dalla famiglia Mascaro. Nato da un’intuizione che ha portato ai piedi di tutte le donne (vip comprese) l’estetica della scarpetta da danza classica, il brand affonda le radici proprio nell’isola minorchina, dove la tradizione calzaturiera si intreccia con una storia più ampia, legata anche alla presenza del primo teatro delle Baleari.

 

Minorca è una bella isola da vivere, a portata di weekend, che si apprezza ancora di più quando tutto rallenta e le distanze, specie quelle umane, si accorciano. Non serve molto altro per uscire dall’ordinario: un volo, un po’ di istinto, la disponibilità a lasciarsi sorprendere e un cappello preso in prestito dalla collezione di Kate Middleton.

 

 

Francesca Motta

HOTEL RURAL BINIGAUS VELL, Minorca

Mangiare e bere
Perbacco (Ferreries)
Carrer Degà Febrer, C/Nou, 12, Ferreries

Can Jaume (Es Mercadal)
Carrer Nou, 19 – Es Mercadal
Cucina tipica minorchina, senza filtri. Da provare: coniglio ai fichi, cozze al forno, melanzane alla minorchina, salumi e formaggi locali.

Sidra Kane (zona Cala Turqueta)
Camí de Cala Turqueta, km 2
Produzione biologica e progetto di recupero della tradizione sidrera dell’isola. Visite guidate con degustazione (circa 30 €, bambini gratis).

Dormire
Can Faustino (Ciutadella)
Carrer de Sa Muradeta, 22 – Ciutadella
Albergo diffuso Relais & Châteaux nel cuore della città storica. Eleganza discreta e posizione perfetta.

Hotel Rural Binigaus Vell (Es Migjorn Gran)
Camí de Binigaus, s/n – 07749 Es Migjorn Gran

Struttura immersa nella natura, a pochi passi dalla Cova des Coloms, una delle più grandi grotte di natura carsica dell’isola, oggi abitata da una nutrita colonia di piccioni.

 

Informarsi prima di partire
Isola di Minorca
Email: info@isoladiminorca.com
Portale aggiornato su eventi, spiagge e attività. Rigorosamente portato avanti dal duo di professionisti Alessandro Castagna e Monia Mariotti.

Hat and Horses
Evento annuale tra cavalli, cappelli e lifestyle. La sua fondatrice Ariana Vilalta ti saprà coinvolegere e farti sentire per un momento tra i vip di Ascot.

Shopping (mirato)

Mibo – Avarcas Menorquinas (Es Migjorn Gran)
Carrer Major, 31 – 07749 Es Migjorn Gran
Produzione artigianale di minorchine di tutte le fogge.

Maux23 (Es Migjorn Gran)
Carrer Major, 87 (sotterraneo), Es Migjorn Gran
Boutique solidale: vintage e oggetti unici, ricavato destinato ad associazioni animaliste locali.

 

 

 

Francesca Motta

Francesca Motta

Francesca Motta

Latest posts by Francesca Motta (see all)