monna lisa

Continuano le celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Questa volta è Pavia che dà il via a una grande mostra Looking for Monna Lisa. Misteri e ironie attorno alla più celebre icona pop.

Non è casuale che in questa città sia la Gioconda al centro dell’attenzione. Molti dei misteri che circondano il dipinto più famoso di tutti i tempi, infatti, potrebbero essere svelati proprio qui. Ci sono diverse buone ragioni per pensare che Leonardo ha dipinto o si è ispirato per dipingere la Gioconda a Pavia, dove  ha vissuto vent’anni. E questa mostra, curata da Valerio Dehò, e distribuita in varie location lo rivela.

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Gianni Cella Bat Lisa – 2019 – terracotta policroma – cm 45x25x25 – Proprietà dell’artista

A suffragare l’ipotesi che Monna Lisa sia Isabella D’Aragona, moglie di Gian Galeazzo Sforza che a Pavia viveva ai tempi di Leonardo, lo spiega l’esperienza multimediale  Monna Lisa Who? Realizzata dallo studio di design multimediale Karmachina nella chiesa sconsacrata di Santa Maria Gualtieri.  Qui sulle pareti e le volte si formano, sfumano, si riformano straordinarie immagini da caleidoscopio.

Il progetto di realtà aumentata della start up Way, da provare al Castello Visconteo, conferma invece lo “sfondo pavese” del ritratto. Nel percorso virtuale nella Pavia rinascimentale, sulle tracce del genio,  compare il Ponte del Diavolo sul fiume Trebbia, tuttora esistente, che nei giorni sereni è possibile vedere dal Castello. Ed è identico a quello che s’intravvede dietro Monna Lisa.

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Ponte del Diavolo sul Trebbia

Interpretazioni d’autore

Tra il Castello Visconteo e lo Spazio Arti Contemporanee nel palazzo del Broletto si distribuiscono, invece, le opere che reinterpretano o s’ispirano alla Gioconda. Sulle orme della prima, geniale  Monna Lisa con i baffi di Marcel Duchamp (1919). Dalla Monna Lisa doppia alla Bat Lisa in porcellana. Da quella con le sembianze di Frida Kahlo a una in colori visibili solo se illuminati dalla luce. Da quella sovrapposta alla Marilyn di Warhol, altra icona pop, a quella con i lineamenti del suo autore, a quella di cui emergono solo le mani e il viso dopo un processo di decostruzione. Fino all’installazione dove la copia del quadro è schiacciata fra due pianoforti a dimostrare “che l’arte resiste sempre”.

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Jean Margat Bijoconde -1963-1983 – collage cm 50x50x2 Archivio Leonardismi, Vinci

A completare  l’omaggio a Leonardo un suo enorme busto (cm 580x400x380) in idroresina e marmo cipollino in Piazza del Municipio. La mostra, aperta il 24 novembre, chiude il 29 marzo 2020 ed è un’ottima occasione per vedere luoghi affascinanti e non sempre conosciuti di Pavia.

Sedi della mostra

  • Santa Maria Gualtieri, Piazza della Vittoria | “Karmachina – Monna Lisa who?”
  • Spazio Arti Contemporanee del Broletto, Piazza della Vittoria | Mostra d’arte contemporanea
  • Piazza del Municipio | Eleonora Francioni e Antonio Mastromarino – Giant sculpture
  • Castello Visconteo, Piazza Castello | Mostra d’arte contemporanea + “Way Experience – La visione di Leonardo a Pavia”

Biglietteria unica presso lo Spazio SaperePavia del Broletto, Piazza della Vittoria.

Orari e giorni di apertura per tutte le sedi:
aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18; la biglietteria chiude alle 16.45.
Chiuso tutti i martedì, il 25 e 26 dicembre 2019 e il 1 gennaio 2020.

Info: sito ufficiale di vivipavia

Luisa Espanet

Luisa Espanet

Giornalista per 11 anni a Vogue e per uno caporedattore di un settimanale popolare per teenager (giusto per le pari opportunità). Da freelance ha collaborato per varie testate, Madame Figaro e Marie Claire Corea compresi, Washington Post e Asahi Shimbun esclusi. Ha un blog: L’Espa.net. Ha pubblicato un libro sulle valigie.
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