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Un Viaggio che vale un viaggio. Non è un gioco di parole, ma una realtà. Si sta parlando del Festival del Viaggio di Biella, dal 29 giugno al 2 settembre (palazzoferrero.it). Una manifestazione da non perdere e non perché abbia avuto nei primi giorni una massiccia presenza di soci Neos. Dal trekking fotografico all’Oasi Zegna con Mario Verin al laboratorio di scrittura di viaggio di Danilo Poggio allo workshop di fotografia, centrato sull’archeologia industriale e condotto da Giulio Andreini. Agli appuntamenti di domenica. In mattinata con la presentazione del libro sui vent’anni della nostra associazione Neos – Un viaggio lungo 20 anni. O la conferenza con audiovisivo di Giulia Castelli e Mario Verin su Selvaggio Blu, un trekking estremo nella zona del Supramonte di Baunei in Sardegna  diventato soggetto di un libro fotografico e di una puntualissima guida. Nel pomeriggio Salvatore Giannella ha parlato del suo ultimo In viaggio con i maestri. Una raccolta di ottanta interviste a personaggi di rilievo sul loro uomo o donna di riferimento, “libro bussola per tempi confusi come i nostri”.

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Già da questi  incontri si intuisce come  il concetto di viaggio sia affrontato da diversi punti di vista, tra cui arte e cultura sono i dominanti. Basta pensare alle  mostre nei diversi palazzi storici. Dalle foto del Magreb di Cesare, Erminio e Vittorio Sella, discendenti del ministro delle finanze del Regno d’Italia, che datano del 1925 ma per l’inquadratura, l’attenzione al dettaglio, il modo di raccontare sembrano assolutamente contemporanei. Dai carnet de voyage di vari artisti espressi attraverso il disegno, la fotografia, le installazioni, i ricordi di viaggio che, assemblati in un certo modo, diventano installazioni ai planisferi intagliati nel plexiglas trasparente di Gigi Piana, tra realtà e visione. Per nominarne solo qualcuno.biellaE tutto questo in un contesto-contenitore che già da solo vale, anzi pretende un viaggio. Tutto, infatti, si svolge tra Palazzo Ferrero, Palazzo Gromo Losa e Palazzo La Marmora che insieme costituiscono il Polo Culturale di Biella Piazzo. Tre dimore, una ancora abitata in parte dai proprietari, con giardini straordinari all’italiana e non, saloni affrescati di rara bellezza, ritratti di famiglia, alberi genealogici. Vicine l’una all’altra, sulla stessa strada con acciottolato, a cui si accede da una deliziosa piazza con portici.

Redazione Neos

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