Van Gogh 's ear al Rockfeller
Van Gogh ‘s ear al Rockfeller Center

E’ una città, New York, che si guarda dal basso in alto, con qualche eccezione dall’alto in basso per i turisti, tipo la terrazza dell’Empire State Building. Per questo è interessante l’High Line, perché offre una prospettiva davvero inedita. E’ il parco lineare progettato dallo studio Diller Scofidio+Renfro su una sezione della ferrovia sopraelevata, in disuso dal 1980. Bisogna ringraziare i residenti che l’hanno fortemente voluta, contro l’allora sindaco Giuliani determinato sul suo abbattimento, per creare un normale parco urbano. Per i newyorkesi, soprattutto quelli di Downtown, è diventata la passeggiata nel verde in alternativa al troppo lontano Central Park o agli esigui parchetti che sorgono come funghi per la gioia dei coltivatori fai-da-te. Per i turisti rappresenta un modo più veloce, più piacevole, più panoramico di visitare quel pezzo di Manhattan che dalla 34° street porta fino al Meatpacking District intorno alla 14°, quasi all’estremità della penisola. Molti sono i punti in cui si può accedere con scale o ascensori. La tranquillità è assicurata dal divieto per le biciclette e gli skateboard e il confort è garantito dalle molte panchine. Tra le tappe clou c’è la gradinata da teatro greco da dove si domina il traffico sulla Decima Avenue. O lo slargo da dove si entra al nuovo Whitney Museum, progettato da Renzo Piano, e al suo terrazzo con vista, vicino alle sedi d’importanti case di moda. In un’altra parte più ampia, che si sviluppa su due piani, sovente vengono sistemate delle tensostrutture per eventi e party. E’ un frequentato osservatorio quasi a luci rosse, invece, il pezzo prospiciente l’Hotel Standard. Con immense vetrate, viene scelto da alcuni ospiti come palcoscenico della loro intimità. Fa parte della vita della grande mela, di cui molto si concentra fra Downtown e il quartiere di Williamsburg a Brooklyn. Qui vivono quelli che hanno votato Bernie Sanders alle primarie, gli artisti, gli hipster, la gente del cinema. 

Un salto sulla Upper Fifth Avenue va fatto comunque. Non c’è più Fao Schwarz con i suoi incredibili giocattoli di fronte al Central Park, dove la carrozzelle di questi tempi sono ferme anche nei giorni di sole. Ma il negozio Lego nel Rockfeller Center ha di che consolare e non solo i bambini. Tra l’altro qui tra i grattacieli c’è sovente qualcosa da vedere. Ora, fino a metà giugno, c’è la piscina-orecchio di Van Gogh del duo danese-norvegese Elmgreen & Dragset. Per arte, ma anche relax e shopping, suggerito il vicino Moma con il suo attraente cortile, dove tra i Mirò e i Picasso ci sono installazioni di artisti emergenti che cambiano di continuo. E last but not least un aperitivo nel bar che sembra una serra, o semplicemente una sosta, non per fumatori, sulle sedie free nel delizioso Bryant Park, che d’inverno si trasforma in patinoire.

 

Redazione Neos

Redazione Neos

Redazione Neos

Latest posts by Redazione Neos (see all)