Dalle parti di Haugesund seguendo le notti bianche fra festival del cinema e cascate impetuose.

Chissà se il fatto che Haugesund ha dato i natali allo snaturato padre di Marilyn Monroe è il  motivo  per cui qui da 42 anni c’è un festival internazionale del cinema.   Non competitivo ma con vari premi, si svolge in agosto   (il prossimo dal 16 al 22) ed è presieduto da Liv Ullmann. L’Oscar, chiamato Amanda, come miglior film norvegese toccherà quest’anno a due registe. Con qualche sorpresa, forse, di chi ha adorato l’ irresistibile “In ordine di sparizione” di Hans Petter Moland . Confermata la presenza di film e star italiane.  Alloggiano tutti al Rica Maritim Hotel affacciato sul fiordo, proprio di fronte alla statua di Marilyn. Se non fosse per la scritta con  date (1926-1962) e nome, sarebbe difficile riconoscere in quel bronzo in posizione da sirenetta di Copenaghen la bionda attrice. Anche se si individuano le pieghe dell’abito, non c’è la coda da pesce, si intravvede  una scarpa dal tacco a spillo su un piede e un’altra in mano. Molte barche, soprattutto a vela, sono ormeggiate qui lungo il fiordo. Nessuna è impegnata nella pesca, fino a qualche tempo fa principale risorsa economica. Nelle interminabili sere d’estate, lungo tutta la passeggiata, ferve la movida. Ci sono  locali dove si fa musica  e  si mangia  per tutti i gusti. Dalla birreria al ristorantino cosy  con ottimo pesce.

Durante il giorno il cuore di Haugesund è l’Haraldsgade  pochi metri più in alto. E’ una  larga strada pedonale, comune a tutte le città del nord, che attraversa per il lungo l’intero centro abitato. Non ha niente di caratteristico se non un’ altissima presenza di parrucchieri, chiamati hair stylist o friseur con  saloni enormi, per arredi e luci simili a  discoteche.    Viene  inevitabile porsi la domanda di come possano tutti sopravvivere. Considerato il numero di abitanti (35 mila), di cui una buona metà uomini  e la grande quantità di bambini. Si può ipotizzare che il fatto che  qui sia nato il padre di una delle donne più belle del mondo costituisca un obbligo per le signore di curare la loro estetica. Oppure potrebbe essere un sentito omaggio al fondatore della citta, Harald, il primo re vichingo soprannominato Harfergre, bella chioma. Se ne può ammirare la statua e avere una conferma dei capelli fluenti,  in uno dei punti più alti di Haugesund, con splendida  vista sui tetti e sul fiordo. Se ne sta lì in bronzo con il suo scudo e una capigliatura folta, che gli arriva fino alla vita. La leggenda dice che non se la tagliò mai,  negli anni delle lunghe guerre di conquista.

Vari gli itinerari consigliati nei dintorni. A cominciare  dalla cascata  di Langfoss nell’Akrafjorden  per chi ama la natura , raggiungibile in barca. Per proseguire con Skudeneshawn il paesino tutto bianco , ma non stucchevole e finto, per chi adora i dettagli (www.visitnorway.com).

Luisa Espanet

Luisa Espanet

Giornalista per 11 anni a Vogue e per uno caporedattore di un settimanale popolare per teenager (giusto per le pari opportunità). Da freelance ha collaborato per varie testate, Madame Figaro e Marie Claire Corea compresi, Washington Post e Asahi Shimbun esclusi. Ha un blog: L’Espa.net. Ha pubblicato un libro sulle valigie.
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Giulio Andreini

Giulio Andreini

Fotogiornalista freelance specializzato in reportage geografici, etnologici, di argomenti artistico-culturali edi news. Le sue foto sono state pubblicate sulle più importanti riviste europee e internazionali come Focus, Geo, Smithsonian Magazin, National Geographic, Volta ao Mundo, Il Corriere della Sera, L’Equipe, El Mundo, Rutas del Mundo, El Pais, Abenteuer und Reisen, Merian. Nel 1991 ha realizzato il libro monografico Argentina per il Touring Club Italiano.
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