Il mio primo viaggio in Cina è stato nel 1983. Mao Tse Tung era ormai solo un ritratto che campeggiava sulla porta della Città Proibita di Pechino e il Paese si apriva al turismo. Tutto era sorprendentemente diverso e un po’ triste. Gli sciami di bici, i palazzoni popolari, i tazebao, i vecchietti che facevano tai chi e gli antichi monumenti dipinti con colori sgargianti per far colpo sul turista. Mentre la gente vestiva tutta uguale: pantaloni neri e camicia bianca. E lo shopping si faceva ai Grandi Magazzini di Mao.

Alla fine degli Anni Novanta ci sono tornata, in navigazione sullo Jangtsekiang, il Fiume Azzurro che azzurro non è, per godere l’ultimo spettacolo delle Tre Gole prima che la gigantesca diga di Yichang seppellisse sott’acqua villaggi, templi e un po’ di storia.

Erano i primi passi verso la modernizzazione del Paese che, da allora, ha galoppato senza sosta verso il futuro.

La Cina corre veloce. La gioia di vivere va oltre i colori del Capodanno cinese. Lo si capisce dall’arte contemporanea, che supera ogni aspettativa, dalle scommesse alle corse dei cavalli. E il lusso, poi, si prende gioco del libretto rosso di Mao: ristoranti a 5 stelle e negozi dei grandi brand internazionali brillano nel centro di Shanghai. E che dire dell’entusiasmo degli italiani che hanno scelto di andare a vivere e lavorare là?

La nuova Cina è già qui. Basta vedere quante limousine bianche si fermano davanti a panorami e monumenti del nostro Paese per la foto ricordo di sposi con gli occhi a mandorla…

L’Italia piace tanto ai cinesi che da noi trovano spazio per la loro nuova creatività, a cominciare dalla moda: elegante, fantasiosa, colorata. Tanto che le top model del talent show di Guanxgi Television hanno vinto la possibilità di sfilare sulle nostre passerelle. Per non parlare degli chef che sfidano, con piccole opere d’arte culinaria, i cuochi made in Italy. E sono sempre di più gli italiani che vanno a scuola di cinese e i cinesi che lavorano qui ad alti livelli. Che fare? Tornare in Cina o viverla qui, in Italia?

Tutto questo e tanto altro su PASS, il magazine dei soci NEOS, scritto da viaggiatori per viaggiatori.

Buon viaggio a tutti!

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Giosi Sacchini

Giosi Sacchini

Ho visto il mondo quando ancora era bello. Quando viaggiare era un’avventura e non un incubo. Viaggiatrice, prima che giornalista curiosa, convinta che si può descrivere e trasmettere sensazioni solo quando un posto lo si è visto e amato. Di Paesi ne ho amati oltre 100… tanto che per vent’anni sono stata responsabile della rubrica viaggi di Donna Moderna. Ora mi riprendo la vita e il tempo per conoscere e scrivere degli altri Paesi che mi mancano. Almeno questo era il programma, ma presto la Neos mi ha travolto, prima affidandomi la presidenza dell’Associazione e poi nominandomi presidente onorario. Così la mia vita è cambiata…
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Ho visto il mondo quando ancora era bello. Quando viaggiare era un’avventura e non un incubo. Viaggiatrice, prima che giornalista curiosa, convinta che si può descrivere e trasmettere sensazioni solo quando un posto lo si è visto e amato. Di Paesi ne ho amati oltre 100… tanto che per vent’anni sono stata responsabile della rubrica viaggi di Donna Moderna. Ora mi riprendo la vita e il tempo per conoscere e scrivere degli altri Paesi che mi mancano. Almeno questo era il programma, ma presto la Neos mi ha travolto, prima affidandomi la presidenza dell’Associazione e poi nominandomi presidente onorario. Così la mia vita è cambiata…
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