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Piatti dai sapori decisi, speziati, di carattere. La cucina ceca ha subito fortemente l’influenza dei Paesi confinanti e dei popoli della mitteleuropa che l’hanno dominata.

Il pasto inizia con una zuppa. Le più popolari sono bramborová polévka o bramboracka (zuppa di patate), cesneková polévka o cesnecka (zuppa d’aglio), la ucecí polévka s nudlemi (zuppa di pollo), hovczí polévka s játrovými knedlícky ( zuppa di manzo con gnocchetti di fegato), zelná polévka o zelcacka (zuppa di crauti) e la koprová polévka o koprovka (zuppa d’aneto fatta con latte acido).

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Segue la portata principale quasi sempre a base di carne, soprattutto manzo, poi pollo, agnello e maiale con molto sale e aglio e insaporita con spezie come il cumino, la maggiorana e il pimento. I piatti tipici sono il Vepco-knedlo-zelo, un arrosto di maiale con gnocchi e crauti e pancetta e la Svícková na Smetanc, un controfiletto di manzo in salsa di panna servito con i knedliky.

Per chi preferisce il pesce, il più diffuso è senza dubbio la carpa, proposta alla birra, al vino, marinata, in insalata, in blue (con verdura, aceto e spezie), ai ferri, e impanata (è usanza mangiarla così la vigilia di Natale); in alternativa l’anguilla marinata, e la trota preparata alla mugnaia, alla griglia, alle mandorle o alla salsa di noci.

Le insalate sono in genere a base di patate e variano di regione in regione. Le più semplici sono condite con acqua e aceto, le più ricche con maionese, uova sode, salumi a dadini, carote, cipolle e piselli. Uno dei piatti più prelibati è il maialino arrosto, cotto anche otto ore in uno speciale forno costruito sotto terra, preriscaldato tre ore prima. Un vero e proprio rito.

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Per quanto riguarda i dolci, decisamente calorica ma deliziosa la torta di Karlovy Vary. E’ una specie di mille foglie con strati di wafer ricoperta da una crema di burro, zucchero, uovo, noci e scaglie di cioccolato. Con il tocco finale di una glassatura al cioccolato. Da provare i Valasske Frgale, grandi crostate lievitate, un tempo servite come torte nuziali, riempite, a seconda della ricetta, con marmellata di prugne, pere o mele, semi di papavero e noci o ancora con ricotta e miele. E i palacinky, crêpes farcite con marmellata, fragole e panna montata. Sempre di Karlovy Vary e della regione termale le Karlovarské oplatky, grandi cialde molto zuccherate.

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La bevanda più diffusa è la birra, la più famosa è la Pilsner Urquell. Ma esiste anche una piccola produzione di vino. Le zone deputate sono quella intorno a Praga e la Moravia del sud. Fiore all’occhiello del Paese è la Becherovka, chiamata anche tredicesima fonte perché nata in quel triangolo di terra con ben dodici fonti di acqua termale. E’ un liquore a base di venti erbe officinali di cui la maggiore parte endemiche del territorio. La ricetta è stata messa a punto dopo anni di studio nel 1807 da Josef Becher, farmacista di Karlovy Vary. Ancora ora è segreta e viene custodita in una cassaforte di cui solo due persone hanno la combinazione.

Isabella Radaelli
Sono cittadina del mondo, amo viaggiare e penso che ogni luogo, anche quello che ci sembra meno bello, abbia qualcosa da scoprire e da trasmetterci. Quando sono all’aeroporto mi sento già in vacanza e quando intraprendo un nuovo viaggio mi entusiasmo come se fosse il primo. Il viaggio per me è a 360° e attraversa non solo i Paesi, ma tocca la cucina, le persone, le albe e i tramonti. Ho fatto mia questa citazione “colui che non viaggia è come una rana che rimane nel suo stagno”. Collaboro con alcuni giornali e riviste per quanto riguarda l’enogastronomia, il turismo e il benessere. Nel 2011 ho aperto un blog: The Lovely Girl (www.isabellaradaelli.it) in cui parlo dei piaceri della vita tra cui appunto i viaggi.
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