In Grecia, Venerdì è il nome di una Santa. Santa Venerdì rimanda alla crocefissione di Christo. Venerdì e Christo sono nomi comuni in Grecia, non così comuni come Gheorgos o Kostantino, ma in Amorgos che è l’isola più lontana delle Cicladi, Venerdì è il nome di molte nonne e di non poche giovani fanciulle.

La ricorrenza annuale dedicata a questa Santa, cade il 25 Luglio e quest’anno (2014) il 25 luglio cade pure di venerdì. Oltre 2000 persone si sono radunate per festeggiare la Santa cui è dedicata una bella Chiesa nella parte meno turistica di Amorgos, quella del comune montano di Arkesini. La festa dura tre giorni, ma è nella notte tra il 25 e il 26 che si fa davvero festa, con musica, canti liturgici e profani, menù (tutti sono invitati) a base di patatato che è la specialità di questa parte dell’isola (carne di manzo o di capra con patate e cannella), kofto (zuppa di grano e formaggio locale sciolto) e retzina (vino con resina).

padre Sinodinos

Gli oltre 2000 invitati provenienti da tutte le Cicladi e i turisti presenti mescolati alla gente locale hanno goduto di un trattamento perfetto: distribuzione del cibo su tavoli impeccabilmente allestiti, ordine ed organizzazione teutonica, pulizia e cure particolari per bimbi e nonni, auto abbastanza lontane, posteggiate in spazi strategicamente disposti in modo di non interferire col pubblico e infine, dopo la mezzanotte fino all’alba, balli tradizionali che raccolgono nel cerchio vecchi e bambini, turisti e camerieri, pie donne vestite di nero e giovani fanciulle in short, accompagnati dal violino del giovane Jakumis, allievo del grande maestro violinista Niko Economidis di Schinoussa. C’è una Grecia lontana dalla crisi economica europea. Qui nell’isola del Profondo Blu, c’è una popolazione orgogliosa ed energica portatrice di una cultura identitaria corale che ha resistito oltre cinque secoli sotto la dominazione veneziana ed ottomana. Un patrimonio di valori immateriali che la krisis inventata dalla Merkel ha intaccato solo superficialmente. Ad Atene è diverso, la krisis è sentita e visibile, ma qui sulle isole, le problematiche della capitale vengono esorcizzate e tenute in disparte con eventi di questi tipo, molto comuni in tutte le isole dell’Egeo e particolarmente partecipati nelle piccole Cicladi. L’isola di Amorgos si sta aprendo ad una presenza turistica diversa dalla formula mordi e fuggi dove alla fine di una stagione turistica sempre più breve si contano più danni che quattrini. Ci si sta rendendo conto che il patrimonio culturale, le tradizioni e l’ambiente rendono economicamente di più e più a lungo di una nuova catena alberghiera. Anche l’interesse dei turisti si sta spostando gradatamente dalla stretta linea litoranea fatta di spiagge e baretti, verso i sentieri che promuovono l’ambiente e verso quel prezioso bene  che Unesco indica come “paesaggio culturale”.

Giovanni Perotti

Giovanni Perotti

Architetto per formazione, giornalista per curiosità e professione, ha attraversato tutti i settori dell’informazione senza lasciarsi coinvolgere in nessuno di essi. Redattore di Casa e Uomo Vogue, viaggiatore per il Corriere della Sera e Capital (America, Africa, Australia), ha attraversato a piedi il deserto dell’Akakus. È andato in auto ovunque (da Cabo San Luca a Pechino – via Dakar, Darwin e Malaysia). Ha partecipato ai raid più tosti comprese la Parigi-Dakar e la Harricana (Labrador) facendone la cronaca. Come architetto sta portando a compimento il Progetto UNESCO per gli Ksour tunisini.
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