“Ma noi ci conosciamo?”  Mi chiede un signore seduto al tavolo di fianco nella taverna di Kostan’s (genitivo anglosassone per distinguere questo locale da altri innumerevoli Kosta che si trovano su Schinoussa, isola ancora intatta delle Piccole Cicladi).

“Non saprei”, rispondo impacciato.
Passa qualche minuto e rifletto. Effettivamente non mi è nuovo.
“Ma tu sei Gianni Perotti?”, riprende l’altro.
A questo punto non ci sono dubbi. Lui mi conosce di certo.
“Beh, sono proprio io. Su questo lei non si sbaglia”.
“Siamo qui in barca, appena approdati a Schinussa per via del Meltemi. Troppo forte. Eppure a giugno non è la stagione di questo vento”.
“Ha proprio ragione, è raro di giugno. Ma a proposito come mi conosce?”.
“Sono il marito della Bruna, Bruna Rossi”.

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Ecco che finalmente le mie sinapsi fanno il loro dovere.
“Ma sì certo, mi scusi, anzi scusami, accidenti. Il tuo negozio sulla Darsena, a Milano, la Bruna, ma sai, tutti questi anni…”.
Invece, la prima cosa che mi viene in mente della Bruna è l’insetticida per le piante. Io e la Bruna lavoravamo a Vogue Uomo, un bel po’ di anni fa. Il suo primo servizio come redattrice moda lo facemmo insieme. In Malaysia, al ClubMed (allora il Club era solo il Mediterranée) con il tenebroso Aldo Fallai, fotografo fiorentino, in quegli anni molto legato a Giorgio Armani. Il casting curato da Gisella Borioli comprendeva solo due bei giovanottoni californiani che dovevano indossare le camicie di Armani, appunto. Io, come al solito, per la fama di grande viaggiatore, dovevo curare le locations e scrivere i testi.
Bruna decise che uno dei due modelli non era abbastanza abbronzato per essere credibile a quelle latitudini. Passammo due giorni a farlo abbronzare mentre perlustravamo la zona per ambientare il servizio. Bruna, in un piccolo Market cinese, comprò uno spray abbronzante per accelerare i tempi. Dopo due giorni la pelle del ragazzo incominciò a squamarsi con grande disperazione di Fallai che non poteva fotografare una spece di lebbroso vestito Armani, per quanto trandy. Lo spray si rivelò un diserbante. Ecco cosa mi veniva in mente in quel momento seduti a chiacchierare del più
e del meno in una taverna nel centro dell’Egeo in burrasca.
Morale: non puoi mai sapere cosa pensa l’altro mentre ti sta parlando.

 

Giovanni Perotti

Giovanni Perotti

Architetto per formazione, giornalista per curiosità e professione, ha attraversato tutti i settori dell’informazione senza lasciarsi coinvolgere in nessuno di essi. Redattore di Casa e Uomo Vogue, viaggiatore per il Corriere della Sera e Capital (America, Africa, Australia), ha attraversato a piedi il deserto dell’Akakus. È andato in auto ovunque (da Cabo San Luca a Pechino – via Dakar, Darwin e Malaysia). Ha partecipato ai raid più tosti comprese la Parigi-Dakar e la Harricana (Labrador) facendone la cronaca. Come architetto sta portando a compimento il Progetto UNESCO per gli Ksour tunisini.
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