Arrivare a Recco il  14 e il 15 marzo è come entrare in una festa dei sensi, dove il profumo della Focaccia al formaggio di Recco IGP aleggia nell’aria già prima di scorgere il padiglione antistante il palazzo comunale. Sono a Evoè, (dal grido di giubilo delle Baccanti) . Un Festival della Gastronomia, alla   4°edizione, che è un invito a rilassarsi, assaggiare, ascoltare storie.  Qui, nel cuore del Golfo Paradiso, il mare e i sapori si incontrano, tra le vie profumate e la brezza salmastra. Ogni angolo del padiglione è un piccolo palcoscenico del gusto. Gli stand dei produttori nell’area mercato sono un invito irresistibile: prodotti certificati, eccellenze DOP e IGP. Raccontano oltre la Liguria, i territori di Lombardia, la Sardegna, fino all’Emilia.

 

 

Il cibo non è solo da assaggiare, ma anche da capire. Con i consigli degli esperti sulla preparazione delle acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP. C’è una lunga fila per assaporare i tre salumi DOP del Consorzio piacentino o il formaggio Silter DOP dell’azienda Bezzi di Ponte di Legno. Come per l’olio EVO della Riviera ligure frantoio Badaracco e il pregiato zafferano dei Giovi, voluto con determinazione da Riccardo che ha recuperato i terreni di suo nonno invasi dai rovi. O per il raro sciroppo di rose della ligure Cascina Fornacia. Alla postazione di Stintino si assaggia il formaggio Fiore sardo e le tummarelle. Immancabili le specialità dell’interno ligure come i canestrelli di Torriglia, che la famiglia Guano produce dal 1958, e il miele bio dell’azienda Lasciati Impollinare di Genova. Il sabato mattina nubi capricciose hanno deciso di aprirsi in un nubifragio. Ma la piazza non si è svuotata. Anzi, la pioggia ha reso tutto più autentico: le mani che spezzano la focaccia fumante offerta dal Consorzio focaccia col formaggio di Recco, le risate condivise quando è salito sul palco il comico Enrique Balbontin, ruspante insegnante di “savonese” dalla sfegatata fede calcistica e dalla passione per la torta di riso. Tra uno show-cooking e una degustazione, il tempo è passato senza fretta, scandito dal piacere. I dodici chef si sono alternati senza sosta nei cooking-show, trasformando ingredienti semplici in piatti sorprendenti, da appoggiare sul tavolo alla mercè di fotografi e cineasti. Il pubblico segue, osserva, prende appunti, ma soprattutto, come me, si lascia conquistare dai profumi che cambiano di ora in ora. Poi uno spazio diverso: quello delle parole.  Michele Brambilla, intervistato da Mauro Boccaccio, racconta il suo libro, “Non è successo niente di grave” un noir raffinato. E’ stato come entrare in un’atmosfera sospesa, tra cronaca e memoria, dove ogni dettaglio sembra vibrare. Subito dopo, l’energia è cambiata con Dario Vergassola: ironico, pungente, irresistibile, difficile da domare per l’intervistatore Lucio Bernini. Il suo “Liguria, terra di mugugni e di bellezza” ha fatto ridere la platea e anche riconoscere quella Liguria un po’ ruvida, ma affascinante, spiegata ai “foresti”.

La domenica, baciata dal sole, ha avuto un ritmo più disteso. Tra profumi e sapori familiari, è arrivato il momento di Duccio Forzano, regista di note trasmissioni televisive e altro, con il suo “Come Rocky Balboa”: una storia di cadute e risalite, decine di lavori poi lasciati, raccontata con una sincerità che resta addosso. “Siamo molto soddisfatti che all’interno di Evoè trovino spazio anche presentazioni di libri. Crediamo profondamente nel valore di unire l’arte gastronomica alla cultura. Unarricchimento per la città e per il pubblico del festival”, ha spiegato il sindaco di Recco, Carlo Gandolfo. Poi è arrivata l’ora della sfida. L’attesa si è fatta palpabile durante la “Challenge: ultima chiamata per il campionato di pesto genovese al mortaio”.

 

Dieci giovani concorrenti, mani tese tra mortai e ciuffi di basilico, in silenzi carichi di concentrazione, mentre arrivano gli ultimi consigli degli esperti su come ottenere un risultato eccellente. I mortai di marmo appoggiati sul banco come piccoli altari: i ragazzi in giacca bianca trattengono il fiato. Poi, il via. Il pestello di legno scivola lento, poi deciso: basilico spezzato a mano, pinoli che cedono, aglio che profuma l’aria. Il suono è ipnotico, un ritmo antico. In quel gesto si sente la storia del pesto genovese, simbolo della tradizione ligure, nato tra i carruggi e i profumi di Genova, figlio di salse antiche come l’agliata e quella delle erbe pestate nei mortai dei marinai. Il formaggio cade come neve, l’olio scende a filo, ben dosato, trasformando il verde in crema lucente. Mentre i giudici assaggiano le preparazioni, il silenzio lascia spazio all’attesa del verdetto. Nei mortai, tra mani giovani, una tradizione  continua a vivere.

 

Quando si annuncia il nome di Ginevra Ghiglieri, giovanissima vincitrice, l’applauso scatta spontaneo, pieno, quasi liberatorio. E’ ammessa alla finale del Campionato del mondo di pesto genovese al mortaio 2026. L’evento ha visto anche una significativa partecipazione di pubblico, che ha seguito con interesse la competizione.  E ha anche avuto l’opportunità di assistere agli show cooking dei grandi chef presenti, portando a casa qualche segreto in più per un pesto perfetto. In quel momento, Evoè ha racchiuso tutto: tradizione, futuro, competizione e condivisione. Recco si è confermata una bella meta con un’esperienza da vivere fino in fondo.  

Prima di lasciare Recco, qualche passo sul lungomare con il gusto della focaccia e del pesto sulle labbra, e le parole degli autori nella testa. Poco distante, il torrente, ingrossato dalle piogge del sabato, trascina terra strappata chissà da dove e lotta contro le onde del mare, che sembrano respingerlo. In quell’incontro ostinato tra acqua dolce e salata c’è qualcosa di simile a ciò che ho appena vissuto: Evoè non è solo un festival, è un luogo in cui il cibo diventa racconto.  E i racconti restano.    

Vittorio Giannella

Vittorio Giannella

Ha collaborato con Airone, Bell’Italia, Bell’Europa, Touring, Tutto Turismo, Dove, Io Donna, Gardenia, Meridiani, Confidenze, Donna Moderna, Sette, Gente e viaggi, WeekendIn, Travelglobe, e all’estero con New York Times Magazine, Times di Londra, Terre Sauvage, Geo. Con la collaborazione dell’UNESCO ha realizzato un reportage sulle isole della Micronesia. Nel 2000 con il gruppo editoriale Motta ha pubblicato un libro di 150 pagine sui parchi d’Abruzzo. Le sue foto sono state utilizzate per campagne pubblicitarie, compagnie telefoniche ed enti del turismo. Attualmente ho collabora con Touring editore, Confidenze, Io Donna, WeekendIn, Madre, Casa in fiore, Travelglobe, Giannellachannel.
Vittorio Giannella

Latest posts by Vittorio Giannella (see all)