Intervista di Francesca Motta
Per tre giorni, dal 10 al 12 luglio, Genova smette di essere soltanto la città della Lanterna, dei Rolli e dei caruggi e diventa un gigantesco mappamondo grazie alla nona edizione di UlisseFest, la festa del viaggio di Lonely Planet, che quest’anno sceglie come filo conduttore L’elogio della fuga, un invito a cambiare prospettiva.
Quasi 60 appuntamenti, oltre 100 ospiti e 10 location tra Porto Antico, piazze, palazzi storici e spazi affacciati sul Mediterraneo. Un festival che mette insieme esploratori, scrittori, giornalisti, inviati di guerra, musicisti, divulgatori e viaggiatori da ogni parte del mondo, per un racconto visto da prospettive ogni volta diverse che attraversa continenti, culture e discipline svariate. Tra questi il fondatore di Lonely Planet Tony Wheeler.
Per raccontarci il legame tra UlisseFest e Genova abbiamo intercettato Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia e anima del festival.
Com’è scoccata la scintilla con Genova?
“Come tutti gli amori che si rispettano è stato amore a prima vista. Genova è una di quelle città che o si amano o si odiano, di quelle che per qualcuno rappresentano il gusto della scoperta genuina e autentica. Non si lascia incasellare e non fa nulla per piacere, perché non ne ha bisogno. È nobile e operaia, dura e accogliente. Contiene moltitudini: ogni volta che svolti l’angolo scopri qualcosa di inaspettato. Chiunque ami viaggiare è destinato a perdere la testa per questa città. Se poi ti danno l’occasione di farci un festival finisce che vuoi venirci a vivere.”
E se un visitatore avesse soltanto due ore a disposizione per vivere UlisseFest?
“Se hai solo due ore ti consiglio di stare a casa e leggere il programma: più o meno è il tempo necessario per arrivare fino in fondo”, scherza Pittro. “Parliamo di quasi 60 appuntamenti, oltre 100 ospiti e 10 location. Altrimenti puoi provare un’esperienza davvero particolare: alle 5.30 del mattino c’è il primo concerto e subito dopo una sessione di rebirthing. Oppure puoi scegliere una delle anteprime, come Pablo Trincia che racconta Mumbai o Julian Marley che porta il pubblico in Giamaica sulle orme di suo padre Bob.”
Qual è il momento più emozionante per chi organizza tutto questo?
“Il momento più bello è quando il festival inizia. Quest’anno ci sarà Tony Wheeler, fondatore di Lonely Planet e probabilmente il più grande viaggiatore vivente. E poi ci sono i dj set, il Capital Party, Kruder & Dorfmeister. Il momento peggiore? Quando il festival finisce.”
E il viaggio ideale di Angelo Pittro?
“Un viaggio lento, pieno di tempi morti. Mi piace osservare gli altri, parlare con gli sconosciuti, prenotare il meno possibile e pianificare ancora meno. Il viaggio ideale, per me, è un bellissimo spreco di tempo.”
“UlisseFest è chiamata la festa del viaggio perché qui si mangia e si beve, si balla, si ascoltano racconti da ogni angolo del mondo, si riflette, si imparano cose e si conoscono luoghi e persone. E tutto questo è possibile anche grazie agli sponsor e alle istituzioni che ci sostengono e che permettono al pubblico di partecipare gratuitamente alla maggior parte degli eventi.”
Il sogno per il futuro è già pronto?
“L’anno prossimo sarà la decima edizione. Il mio sogno? Che UlisseFest duri tutta l’estate. Magari ventiquattro ore al giorno.”
E se per viaggiare non fosse sempre necessario partire? A volte basta far lavorare la nostra mente e lasciarla correre oltre i confini. L’immaginazione, in fondo, è capace di soddisfarci più di quanto crediamo, talvolta è persino più potente del viaggio stesso.




