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A Milano Visit Flanders ha presentato con orgoglio i buoni risultati ottenuti e i piani per il prossimo futuro in una stupenda mise en scène barocca nel Museo Bagatti Valsecchi, con il riuscitissimo evento Convivio, una serata con le Fiandre.

La direttrice Giovanna Sainaghi ha voluto festeggiare la presenza di 10 anni in Italia dell’ente e l’aumento del mercato italiano verso le Fiandre di circa il 16% in più rispetto al 2017.

E poi il progetto triennale Flemish Masters 2018-2020, dedicato ai grandi Ambasciatori delle Fiandre – Rubens, Bruegel il Vecchio e Jan van Eyck – che prosegue il suo viaggio tra le opere e i luoghi dei maestri fiamminghi.

Dopo l’inaugurazione avvenuta con Pieter Paul Rubens, le Fiandre nel 2019 rendono omaggio a Pieter Bruegel il Vecchio, in occasione del 450° anniversario della sua morte (1569), con un programma che ripercorre la vita e l’opera dell’artista che ha immortalato le Fiandre e in particolare le campagne del Pajottenland, rivoluzionando la pittura paesaggistica e trovando una sintesi perfetta tra natura, umanità e grottesco.

Riflettori puntati su Bruegel

Dopo il ritorno del restaurato Autoritratto di Rubens alla Rubenshuis nel 2018, la Casa Museo Mayer van den Bergh di Anversa attende per febbraio 2019 il rientro di uno dei capolavori di Bruegel, Dulle Griet (Margherita la Pazza) che torna a essere una delle opere di punta del Museo, la collezione di Fritz Mayer van den Bergh che custodisce un altro dei più importanti lavori di Bruegel il Vecchio: I dodici proverbi (1558).

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Il restauro ha rivelato alcune straordinarie scoperte:

  1. Prima fra tutte non fu Pieter Bruegel a tracciare la parola “Dul” sulla propria tela. La scritta fu apportata successivamente e potrebbe persino essere un insieme di lettere prive di senso compiuto, tracciate a caso anche in altri punti del dipinto.
  2. Inoltre è stato possibile correggere la datazione del lavoro posticipandola dal 1561 al 1563. Uno scarto di due anni che rimette in discussione anche il luogo in cui Bruegel diede alla luce la sua Griet: Anversa o piuttosto Bruxelles? Sappiamo infatti che nel 1563 Bruegel si trasferì da Anversa alla capitale.
  3. Prima del restauro, il dipinto si caratterizzava per i suoi toni cupi e sinistri. Oggi possiamo ammirare una Dulle Griet dai colori decisamente più vivaci. Il risultato è stato anche frutto dello studio di un disegno dal soggetto identico che si è scoperto essere una copia esatta di Dulle Griet eseguita da Bruegel il Giovane. Questo disegno, custodito al Kunstplaats di Düsseldorf, ha preservato i suoi colori intatti ed è pertanto una testimonianza unica e dettagliata della tavolozza usata in origine per la Dulle Griet. Asportando la patina ambrata il restauro rivela anche dettagli nascosti da secoli come un orsetto di peluche e un meraviglioso paesaggio sullo sfondo.

Dal 5 ottobre 2019 il capolavoro di Bruegel sarà l’opera di punta della mostra Da Fouquet a Bruegel. Il museo Mayer van den Bergh, in collaborazione con il KMSKA (Museo Reale di Belle Arti di Anversa), esporrà i capolavori delle collezioni di Fritz Mayer van den Bergh (1858-1901) e Florent van Ertborn (1784-1840), i due collezionisti che, con il loro gusto e il loro fiuto, hanno contribuito a fare di Anversa la capitale dell’arte fiamminga.

Museum Mayer van den Bergh, Lange Gasthuisstraat 19, Anversa

museummayervandenbergh.be

visitflanders.com/it

A cura di Maddalena Stendardi

Redazione Neos

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