viaggiatori responsabili

Come si diventa viaggiatori responsabili? Ho letto un intervento che Andrew Evans – scrittore di viaggi, conduttore televisivo e autore che ha completato oltre 50 incarichi per National Geographic – ha fatto alla TEDx University of Rochester (NY, USA) poche settimane fa. Si riferiva al fenomeno dei travel influencer, ma è soprattutto un invito a viaggiare con la testa e con il cuore, a mio avviso. Ne ho fatto un estratto che desidero condividere con chi legge Neosnet.it, sintetizzandolo al massimo per punti e facendone vademucum iniziale su come viaggiare responsabili.

Tips per esploratori con testa e cuore

Una volta informati, preparato l’itinerario e arrivati sul posto che si intende conoscere, bisognerebbe:

  • ascoltare
  • prestare attenzione alla cultura che si incontra
  • pagare per la propria permanenza
  • chiedere il permesso prima di fotografare qualcuno
  • creare un vero legame con persone reali in luoghi reali
  • essere aperti
  • ridere dei nostri errori
  • correggere i nostri fraintendimenti
  • attaccare la nostra ignoranza

Perché sappiamo che:

  • ogni volta che andiamo da qualche parte, impariamo ciò che non sappiamo
  • non dobbiamo interpretare il mondo in base alla nostra origine, alla nostra psicologia o alla nostra esperienza
  • il mondo è dove viviamo tutti noi, rispettiamolo

Effetto Influencer

Oggi, a differenza dell’era coloniale, quando tendevamo a definire il mondo intero su come poterlo sfruttare (la Costa d’Oro, la Costa d’Avorio, le Isole delle Spezie…), lo sfruttamento vive attraverso i social media dei travel influencer che hanno monetizzato il valore del viaggio.

Perché ora tutti sono alla ricerca di punti dove farsi un selfie degno di Instagram. Ma:

  • i social media possono creare un mondo di aspettative non realistiche e farci restare delusi in ogni viaggio che facciamo
  • la bellezza e la complessità del mondo non è uno sfondo per i nostri account sui social media. Noi facciamo parte di questo mondo.
  • abbiamo bisogno di mantenere uno spazio nella nostra vita per creare un vero legame con persone reali in luoghi reali.

Evans ha detto: “La vera prova del viaggio non è la nostra lucida aspettativa del mondo esotico; è come reagiamo a un posto quando arriviamo lì”.

Quindi, la domanda finale è: “E se fossimo meno preoccupati di diventare influenti e un po’ più discernenti riguardo alle influenze che abbiamo lasciato entrare nelle nostre vite? E se prestassimo maggiore attenzione a chi stava disegnando la nostra mappa del mondo? E se ogni tanto dicessimo di no grazie, disiscrivimi? “

Ormai siamo parte di Internet e non ci possiamo certo disconnettere. Ma essere viaggiatori responsabili, sì.

E voi, che cosa ne pensate?

 

 

 

 

 

Maddalena Stendardi

Maddalena Stendardi

Dirige il web magazine Ecoturismonline, che ha fondato. Photoeditor e giornalista, collabora con Tutto italiano. In passato è stata in redazione a Traveller Condé Nast e a Bell’Italia Giorgio Mondadori. Ha scritto itinerari di viaggio per il sito Verde BPM della Banca Popolare di Milano e ha collaborato con RCS, Transedit Group, DinersClub, Intown, Fitness Magazine, La Nuova Ecologia e BioEcoGeo. Area di interesse e specializzazioni: viaggio, ambiente, arte.
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