Pietrapertosa con la prima spolverata di neve – ph. Nicola Amato

Castelmezzano è un Sud diverso. Un Sud in cui la bellezza casuale di cui parla il grande scrittore turco Orhan Pamuk è nel paesaggio, nella storia antica e nel sibilo di un vento che ti sconquassa dentro quando spira tra le montagne, sotto un cielo che qui sembra sempre e soltanto nitido, quasi trasparente.

Parliamo delle Dolomiti lucane, in Basilicata, un luogo in cui si prova l’esperienza dello stupore. Insieme ad altri quattro borghi è stato insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club. Solitamente, in questi tempi da Covid-19 avere un colore “arancione” non è bello, ma in questo caso direi di sì! Un “certificato” di eccellenza che quest’anno è andato anche a Introd, piccolo centro situato ai piedi del Parco Nazionale del Gran Paradiso in provincia di Aosta; a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, nell’anfiteatro naturale delle colline moreniche; a Levico Terme, in provincia di Trento sulle sponde del lago; a Roccamandolfi, pittoresco centro montano ai piedi del massiccio del Matese in provincia di Isernia.

Castelmezzano tra i borghi più belli d’Italia – ph. Nicola Amato

Accoglienza, sostenibilità ambientale e tutela del patrimonio artistico e culturale sono i criteri usati dal Touring per selezionare i borghi “arancioni” e a Castelmezzano niente di tutto questo è assente, anche se cammini tra i vicoli deserti all’ora di pranzo e ti sembra di essere un fantasma. E invece l’esperienza di viaggio prosegue, perché Castelmezzano è un borgo da vivere e da volare. Per gli amanti dell’emozione c’è infatti da provare “Il volo dell’angelo” che offre il brivido di lanciarsi sulla fune a picco tra rocce e altezze in una natura indimenticabile. Un brivido che Castelmezzano e Pietrapertosa, i due comuni vicini, hanno saputo utilizzare con effetto calamita per il turismo. Aria, luce, purezza, sfida e una parete di guglie e di cime (su cui si cimentano anche i climbers) che sembra guardare con sorpresa chi osa volare.

Il volo dell’angelo – ph. archivio volodellangelo.com

E poi le passeggiate, lo spirito slow della vita che qui a Castelmezzano si fonde con il gusto per l’enogastronomia, con quel profumo di agnello che scalda l’inverno tra i borghi, tra le cime dei camini che sprigionano il sapore della stagione fredda. Nel febbraio 2020, la fotografia che immortala Castelmezzano innevata in notturno ha fatto il giro del mondo. Realizzata da Paolo Santarsiero, di Pignola (Potenza), e terza classificata al concorso Wikimonuments 2019, ha anche conquistato il decimo posto nella classifica internazionale di Wiki Loves Monuments.  «Una scena sbalorditiva con una splendida luce blu che mette in risalto il paese incastonato nella montagna. Grazie a un’ottima esposizione, il fotografo ha catturato sia il panorama delle stelle che il borgo, che è mostrato in modo artistico nella sua nitidezza», era scritto nella motivazione.

Sì, perché la luce di questo luogo è davvero unica. Che la si fotografi o che la si guardi soltanto, abbandonandosi alla sua intensità, è una luminosità celeste che sembra venire da lontano, forse dagli echi della grande storia che nel paesello è lunghissima, con la presenza dei cavalieri templari, con le leggende che resistono al “demodé” del folklore, con le antiche memorie di pietra che hanno affascinato in questa zona i tanti visitatori di Matera capitale della cultura europea 2019.

Lo scenario spettacolare di Castelmezzano è quello creato dal Tempo: la pioggia e il vento hanno scavato nella roccia arenaria sagome a cui la tradizione popolare ha dato nomi inusuali. Li chiamano “becco della civetta”, “bocca di leone”, “incudine”, “aquila reale”. Ed è per questo che l’arrivo nel piccolo borgo è stupefacente. Quando vi si entra da una galleria scavata nella roccia, dopo aver superato una scenografica gola, Castelmezzano appare come un “presepe” in cielo, arroccato e protetto dalle Dolomiti Lucane.

Castelmezzano – ph. Nicola Amato

 

Redazione Neos

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Enrica Simonetti

Enrica Simonetti

Per 4 anni ha lavorato nell’emittente Antenna Sud e ha pubblicato articoli su National Geographic Italia, Il Gommone, Traveller e Lettera Internazionale. Ha viaggiato molto in Italia, in Europa, negli States e in NordAfrica. Appassionata di storia del mare, ha compiuto uno studio- reportage sui fari italiani, dal quale sono nati tre libri, pubblicati da Laterza. Con un gruppo di scrittori del mare anima la “Vedetta sul Mediterraneo”, una vecchia torre a Giovinazzo (Bari) inaugurata da Pedrag Matvejevic, in cui si tengono incontri sul mare e mostre fotografiche. Lingue: inglese, francese, spagnolo.
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