Quando a un certo punto tutto è troppo, si è superato il limite di sopportazione e viene voglia di andare via, lontano da un mondo troppo veloce, arrogante, violento, intollerabile, c’è un’isola così bella che sembra un’utopia. Tristan da Cunha, in mezzo all’oceano Atlantico, è praticamente inaccessibile. Ci si arriva solo dopo 5-6 giorni di navigazione da Città del Capo, Sudafrica.
Ed è proprio qui che il regista Tobias Nolle ha deciso di raccontare la storia di Lorran Bonnardot, un medico parigino che vuole trasferirsi per sempre sull’isola più scollegata del mondo.
Il suo bel docufilm, Tristan forever, molto applaudito alla Berlinale 2026, ci propone una full immersion nella natura, nella bellezza e nella poesia di questo posto e dei suoi abitanti…
A confronto 273 umani e infinite specie di animali e piante. Un viaggio nell’essenza della vita che apre alla domanda: dove, davvero, è casa?
Piccolo dettaglio: tra i cognomi degli abitanti di Tristan spiccano alcuni cognomi liguri…. Un collegamento diretto con Camogli e una comunità di amici.






