E’ difficile immaginare una vita più ricca e avventurosa di quella di Giuseppe Tucci (1894-1984), esploratore, studioso, spia e protagonista assoluta della politica culturale fascista in Asia. Dai primi viaggi sul range dell’Himalaya e nelle pianure del Gange all’attività diplomatica in Giappone, dagli incontri con personaggi come Gandhi e Tagore, il Dalai Lama, Julius Evola, Fosco Maraini e Giovanni Gentile, suo grande protettore insieme a Giulio Andreotti, agli scavi archeologici in Pakistan, Afghanistan e Iran, un’avventura umana e intellettuale indissolubilmente intrecciata alla storia dell’Italia moderna.

Enrica Garzilli orientalista e da sempre appassionata studiosa di Giuseppe Tucci ha scritto due bei volumi, “L’esploratore del Duce“, raccontando la vita e le appassionate spedizioni negli allora misteriosi paesi asiatici. In questo suo lavoro, disponibile anche su Amazon,  ha raccolto ed ha avuto accesso a diversi documenti come  il fitto carteggio che Tucci ebbe con Giulio Andreotti, suo mentore in epoca repubblicana.

Tucci, l’Indiana Jones italiano, fu l’esploratore dei paesi himalayani durante il Regime e negli anni d’oro della Democrazia Cristiana, conobbe un gran numero di lingue antiche e moderne, fu vorace studioso e insaziabile collezionista di libri, manoscritti e opere d’arte e reperti archeologici buddhisti, induisti e bon dell’Asia centrale, meridionale e orientale, dall’Iran al Giappone, professore di Lingua e letteratura cinese all’Istituto Universitario Orientale di Napoli e, in seguito, di Filosofie e Religioni dell’India all’Università di Roma, dal 1929 accademico della Reale Accademia d’Italia e promotore della fondazione dell’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente, di cui tenne la presidenza dal 1947 al 1978. Fondò il Museo Nazionale d’Arte Orientale e negli anni Cinquanta dette inizio all’archeologia italiana in Asia.

Video descrittivo realizzato da Enrica Garzilli

foto/ Museo Orientale – Beni Culturali

a cura di Mimmo Torrese