Tutankhamon
Il Ministro delle Antichità dell’Egitto S.E. Khaled el-Henany davanti al modello della mummia di Tutankhamon

Dopo oltre cinquanta anni ritorna a Parigi una grande mostra dedicata al faraone Tutankhamon e al suo tesoro. La prima mostra che aveva avuto luogo nel 1967 e presentava 45 oggetti 32 dei quali provenienti dalla tomba reale, aveva riscosso un enorme successo ed era stata visitata da oltre 1,2 milioni di persone, ma questa cifra probabilmente sarà superata dalla mostra attuale che permette al pubblico di ammirare, disposti su una superficie di oltre 2000 metri quadrati, ben 150 reperti molti dei quali sono presentati al pubblico per la prima volta.

La sede prescelta è innovativa e non aveva mai ospitato mostre archeologiche: la Grande Hall de La Vilette, antico polo alimentare  di Parigi e capolavoro dell’architettura in ferro del XIX secolo. La mostra realizzata dal Ministero delle Antichità Egiziane con il sostegno di IMG, ditta leader mondiale nell’organizzazione di eventi, e allestita a Parigi in collaborazione con il Louvre, è itinerante e, dopo aver sostato per sei mesi in Francia, partirà alla volta di Londra e quindi di  altre sette destinazioni nel mondo intero.

Alla fine del percorso  i preziosissimi reperti rientreranno al Cairo per essere esposti nel nuovo grande museo egizio il GEM (Great Egyptian Museum) ai piedi delle piramidi che sarà inaugurato nel 2020.

Tutankhamon
La Grande Hall de La Villette capolavoro dell’architettura in ferro del XIX secolo ospita l’esposizione

L’allestimento, curato nei minimi dettagli, è estremamente suggestivo e gli oggetti, immersi in una sorta di penombra, sono illuminati con grande sapienza e descritti con efficacia.

Il visitatore è introdotto nella parte espositiva da un breve documentario ben congegnato e altamente scenografico proiettato su uno schermo ricurvo, per essere poi accolto da una delle due statue guardiane a grandezza naturale che in origine fiancheggiavano, per proteggerla, la porta che permetteva l’accesso alla  camera sepolcrale e poi penetrare nelle sale successive.

Tutankhamon
Una delle due statue guardiane raffiguranti Tutankhamon

Il fenomeno Tutankhamon

Ma perché Tutankhamon riscuote questo straordinario successo ?

Gli ingredienti ci sono tutti: un faraone sconosciuto, una tomba ricolma di straordinari tesori (oltre 4.000 oggetti), l’ipotesi di una maledizione che avrebbe colpito i suoi profanatori…..

Fu il 4 novembre 1922 che Howard Carter finanziato dal suo mecenate Lord Carnarvon fece la grande scoperta che avrebbe fatto entrare nella storia questo giovane sovrano morto all’età di soli 18 anni verso il 1326 a.C., assicurandogli così quell’immortalità alla quale Tutankhamon, come tutti i faraoni, aspirava.

Tutankhamon
Particolare del sarcofago miniaturizzato di Tutankhamon

Furono necessari oltre dieci anni per riuscire a svuotare la tomba sebbene fosse la più piccola di tutta la Valle dei Re. Mentre i lavori e gli studi proseguivano accompagnati da una serie di decessi (primo tra tutti quello di Lord Carnarvon) e di strani fenomeni che immediatamente avevano fatto pensare all’esistenza di una maledizione che avrebbe colpito i profanatori, tutta una serie di interrogativi si ponevano agli archeologi: per chi era prevista la tomba che aveva una pianta del tutto insolita per un ipogeo reale ? Come era morto Tutankhamon ? Assassinato da uno dei suoi successori ? Di chi era figlio ? Perché la sua tomba conteneva un tesoro così straordinario ? E  molti degli splendidi reperti erano stati creati proprio per lui o erano destinati a qualcun altro ?

La riposta a tutti (o quasi) questi interrogativi si trova nel percorso espositivo della grande mostra parigina.

Informazioni pratiche

La mostra “Toutânkhamon, le Trésor du Pharaon” ha luogo alla Grande Halle de la Villette (Avenue Jean Jaurès 211- 75019 Parigi) dal 23 marzo fino al 15 settembre 2019 tutti i giorni dalle 10h00 alle 19h00

expo-toutankhamon.fr

Testo e foto di Alberto Siliotti

 

alberto siliotti

alberto siliotti

giornalista, fotografo, documentarista e direttore editoriale di Geodia Edizioni. Specializzato in turismo archeologico e naturalistico, in particolare modo sul Medio Oriente, Mar Rosso ed Egitto, paese sul quale ha pubblicato oltre venti libri e guide. Ha collaborato con numerose riviste naturalistiche ed archeologiche (Archeologia Viva, Airone, Quark) e da oltre vent’anni con l’America University in Cairo per la quale ha creato la celebre collana Egypt Pocket Guides, guide illustrate tascabili con oltre quindici titoli in cinque lingue. Esperto del Sahara e dei Parchi Nazionali dell’Egitto ha diretto numerose spedizioni scientifiche nel Sahara e collabora con IUCN, UNDP, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo e il Ministero Egiziano dell’Ambiente, enti per i quali ha realizzato le mappe e le guide del White Desert National Park, del Gilf Kebir National Park e dello Wadi el Gemal National Park.
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