Alta Badia
Geologia Dolomiti – Ph. Mario Verin

Sono paesaggi tra i più belli al mondo. Ma, a saper leggere le tracce, nelle Dolomiti, se ne scoprono altri, nascosti, che rappresentano i molteplici volti che i Monti Pallidi hanno assunto in centinaia di milioni di anni.  Chi ha camminato lungo i ripidi sentieri tra le cime lo sa: con un certo taglio di luce sembrano scogliere che emergono dall’acqua e la passeggiata tra i monti trasmette l’illusione di un viaggio subacqueo. Come al mare, anche nei punti più impervi si trovano tracce di conchiglie e di coralli, un grandioso arcipelago fantasma.  

Alta Badia
Museo Ursus Ladinicus San Cassiano

E non è un miraggio. Le rocce sono fossili diventati pietra che nascondono le impronte di un rettile preistorico, passato di lì 252 milioni di anni fa. Quando nell’area si stendeva una fangosa piana fluviale, bordata a ovest da rilievi montuosi, verde di conifere, felci, equiseti e ginkgofite, le antenate dell’odierno ginkgo. Un mondo di rettili e anfibi, destinato a sparire quando le gigantesche eruzioni vulcaniche cancellarono la maggior parte delle forme di vita esistenti.

Alta Badia
IDM Sudtirol-Geologia

Il suolo si abbassò e la pianura si trasformò in un mare caldo. Un brodo di coltura dove la vita riprese e alghe, coralli e spugne, accumulandosi sul fondo, formarono enormi pareti, simili alle odierne barriere coralline. Furono nuove e violente eruzioni e sommovimenti tellurici, 237 milioni di anni fa, a far emergere delle isole vulcaniche e a trasformare le attuali Dolomiti in un arcipelago tropicale con acque cristalline popolate di tartarughe, ricci di mare, rettili terrestri e marini.

Alta Badia
Museo Ursus Ladinicus San Cassiano

Poi, 175 milioni di anni fa, nel Giurassico, la zona sprofondò di centinaia di metri e il basso mare tropicale diventò un oceano.   Da qui in poi sarà solo salita: alla fine del Cretaceo, a causa dello scontro tra le zolle tettoniche di Europa e Africa l’antico fondo marino ha cominciato a elevarsi e così continua a fare, da cento milioni di anni, rivelando tutti gli strati del suo passato multiforme. La litogenesi, la trasformazione dei sedimenti in roccia, l’orogenesi, l’affiorare delle montagne dal mare e la morfogenesi, il modellamento di queste montagne a opera degli agenti atmosferici, sono leggibili nella roccia dolomitica dove ogni strato corrisponde a un preciso momento storico. A questa crescita ancora in corso, le Dolomiti devono anche il fiabesco aspetto frastagliato, diverso dalla forma arrotondata dei monti dove, finita l’ascesa, prevale l’erosione del vento e dell’acqua.

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Carla Reschia

Carla Reschia

Viaggia il più possibile, per lavoro e per passione. Fotografa e scrive, anche qualche libro: Quando l’orrore è donna: torturatrici o kamikaze, vittime o nuove emancipate, con Stefanella Campana (Editori riuniti, 2005), In viaggio con la cucina ebraica (Algra editore, 2016), gli ebook Le vie della seta (Elison publishing, 2016), un diario di viaggio in Asia Centrale, e la raccolta di racconti La moglie dell’ebreo errante (Tiqqun, 2017). Ha lavorato per Specchio della Stampa e collaborato ad Airone, Qui Touring e altri…Sulla Stampa scrive di ambiente e di viaggi e traduce dall’inglese e dal francese, collabora con reportage di viaggio alla rivista online Erodoto 108.
Carla Reschia
Viaggia il più possibile, per lavoro e per passione. Fotografa e scrive, anche qualche libro: Quando l’orrore è donna: torturatrici o kamikaze, vittime o nuove emancipate, con Stefanella Campana (Editori riuniti, 2005), In viaggio con la cucina ebraica (Algra editore, 2016), gli ebook Le vie della seta (Elison publishing, 2016), un diario di viaggio in Asia Centrale, e la raccolta di racconti La moglie dell’ebreo errante (Tiqqun, 2017). Ha lavorato per Specchio della Stampa e collaborato ad Airone, Qui Touring e altri…Sulla Stampa scrive di ambiente e di viaggi e traduce dall’inglese e dal francese, collabora con reportage di viaggio alla rivista online Erodoto 108.
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