Istria
credit: Isabella Radaelli

L’Istria è una terra profonda, con una cultura millenaria arricchita dalla presenza e dal passaggio di molte popolazioni. Il tutto non poteva non condizionare l’arte del vino, forte di una lunga tradizione, di una terra speciale rocciosa e assolata e dell’influenza veneziana che ancora si percepisce. Una lunga tradizione, quindi, che soltanto recentemente è stata scoperta come una gradita sorpresa anche all’esterno dei confini croati. Ci sono vitigni autoctoni, profondamente legati a quel microclima tanto prezioso quanto raro, e vitigni internazionali, che proprio grazie a quel microclima acquisiscono caratteristiche originali. Il miglior modo per rendersene conto è percorrere le strade del vino, piacevoli e interessanti in tutti i periodi dell’anno, anche nei mesi considerati meno turistici. Il vitigno a bacca bianca più rappresentativo è la celebre Malvasia istriana (importata – secondo alcuni – proprio dai Veneziani), che dà origine a un vino freschissimo e di elegante aromaticità, asciutto ma ricco di sentori di fiori bianchi e frutta, con un gradevole e stuzzicante retrogusto amarognolo. Servito di solito alla temperatura di 10°C, ben si presta ad accompagnare soprattutto (ma non solo) piatti di mare, come pesce affumicato, lesso o cotto al forno.
Tra i rossi, si distingue per rappresentatività il terrano (teran in croato), una varietà autoctona cui vengono attribuite proprietà curative già dai tempi antichi. Dal profondo colore rubino intenso, può diventare un vino di grande impatto, pur mantenendo freschezza e sapori che raccontano le erbe del Mediterraneo. La temperatura di servizio ideale è tra i 18°C e i 30°C e gli abbinamenti perfetti sono con piatti sostanziosi, selvaggina, arrosti, formaggi saporiti. Tra le cantine del territorio, vicino al confine con la Slovenia l’azienda Degrassi (degrassi.hr) presenta una varietà di proposte pressoché completa. Moreno, insieme ai suoi collaboratori, propone più di diciotto etichette, tra vini dal sapore internazionale e altri autoctoni. Sicuramente da provare la Malvasia riserva, il completo Terre bianche passito (con un anno e mezzo di invecchiamento trascorso in barrique) dai sentori di miele e albicocca essiccata e il Teran che, con acidità importante, mantiene la sua freschezza negli anni. Nell’Istria Centrale, meno ricca di vigneti, c’è l’azienda Bazon (vinabazon.com), con i vini prodotti in una zona più fredda, dove d’inverno si arriva a meno 10° per i venti gelidi provenienti dal monte Maggiore (in croato, Učka ). I sentori qui si fanno meno fruttati e più erbacei soprattutto nella Malvasia, con una piacevole acidità. Da assaggiare anche il Merlot, pieno e sorprendente, soprattutto nell’annata 2013.

 

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