Visto che oggi “viaggiare” è spesso sinonimo di “volare”, una visita alla maggior fabbrica di aerei d’Europa può rappresentare un’attrattiva per molti viaggiatori. Di passaggio a Tolosa, quindi, non si può evitare di essere incuriositi dal Musée Aéroscopia, che illustra la storia dell’industria più importante di quella città: l’Airbus

Qui, raccolti sotto le arcate di un enorme hangar, sono esposti molti dei mezzi che hanno fatto la storia del volo e del moderno viaggio aereo, a partire dagli anni Cinquanta a oggi: dall’introduzione del jet Caravelle  al disastro commerciale del Concorde; dallo straordinario successo dell’  A 320  alle difficoltà di mercato che incontra  l’imponente A 380. Diversi aerei, poi, sono visitabili, sia nei loro allestimenti correnti che in quelli relativi ai loro test di volo.

Le esposizioni  non si limitano a mettere in luce le evoluzioni tecnologiche e le caratteristiche degli aerei, ma illustrano quali sono state le richieste del mercato che ne hanno determinato gli sviluppi. Viene così raccontata la filosofia aziendale dell’Airbus, che ha avuto come risultato dei mezzi aerei che presentano elementi di originalità nella loro gestione e nel modo di pilotarli.

Il razzo lunare di Tin Tin

All’uscita, per chi avesse preso troppo sul serio il museo, non manca la strizzatina d’ occhio al mondo dei fumetti, con la riproduzione del razzo che, in uno dei racconti di Hergé, portò il personaggio di TinTin sulla luna…

L’indirizzo del Museo dell’Airbus di Tolosa è: Allée André Turcat, 31700 Blagnac.

Giovanni Panella

Giovanni Panella

Genovese, ha sempre amato il mare e le sue storie. Giornalista pubblicista, è specializzato nel campo della cultura marittima. Vicepresidente dell’ISTIAEN (Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale), della Féderation du Patrimoine Maritime Méditerranéen e consulente della Soprintendenza della Liguria per il patrimonio marittimo. Collabora a riviste italiane, tra cui Nautica, Lega Navale, Rivista Marittima, alla francese Chasse-Marée ed è stato plurivincitore di un premio Marincovich. Oltre a La vela latina edito da Hoepli, è autore di una collana di pubblicazioni dedicate alle imbarcazioni tradizionali. Ha poi contribuito a testi realizzati da Tormena, Allemandi e Gribaudo, sempre su temi legati al mare e alla navigazione. Si è impegnato nel restauro d’imbarcazioni tradizionali e nella realizzazione di “Creuza de Mä”, copia di una lancia da ammiraglio del 1797, che da 15 anni è utilizzata in un programma internazionale di formazione. Ha scelto di non apparire su Facebook ma diversi suoi testi si possono scaricare dal sito academia.edu.
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