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Porto di Workum

La navigazione sullo specchio d’acqua interno dell’Olanda, l’Ijsselmeer, che bagna buona parte delle località storiche del paese, consente di esplorare un litorale che conserva le memorie di una vivace cultura marittima, testimoniata da animati porti storici e dall’attività di una flotta d’imbarcazioni tradizionali. Qui, dopo qualche ora di navigazione passata a tesare le scotte e a fare bordi su bordi, alla sera si può dare fondo in località come Marken, Volendam, Hoorn, Enkhuizen, Urk o nella stessa Amsterdam, trascorrendo poi la serata nell’atmosfera magica di un tipico bruine cafè.

Sulla costa della Frisia, l’assonnato centro storico di Workum è tagliato al di fuori delle consuete rotte turistiche. Nel mese di ottobre, tuttavia, il porto si rianima perché è da qui che parte una delle regate d’imbarcazioni tradizionali più singolari: la “strontrace”. Prima di tradurre questo termine in italiano bisogna ricordare che in Frisia l’allevamento del bestiame è sempre stato praticato su larga scala, mentre le zone nel sud dei Paesi Bassi, tra Haarlem e Leiden hanno sviluppato un’agricoltura floreale intensiva, basata per lo più sui tulipani. Il concime migliore per far crescere questi fiori è il letame ovino, detto stront… La regata vuole quindi ricordare, con un pizzico di umorismo, il trasporto di questo fertilizzante, che era imbarcato a Workum.

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Il canto delle pescivendole

Da Workum a Warmond con sacchi di concime

Il percorso della competizione si svolge attraverso l’Ijsselmeer e poi lungo la rete dei canali, fino a raggiungere Warmond, nella zona della coltivazione dei tulipani. Qui giunti, i velieri consegnano i sacchi di concime e ritornano poi a Workum. È un percorso faticoso e impegnativo, perché per passare sotto i ponti è necessario abbassare gli alberi, mentre in carenza di vento le imbarcazioni vanno rimorchiate a braccia lungo le alzaie, come si faceva prima del motore.

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Nel canale di Workum

Il porto di Workum, che ha una forma circolare del diametro di un centinaio di metri, si raggiunge con uno stretto canale che taglia tra i prati per un paio di chilometri. Alla sera, nei giorni della strontrace, la sua superficie è occupata dalle imbarcazioni tradizionali, serrate le une accanto alle altre, a formare un’immagine d’altri tempi. Nell’occasione sono organizzate esposizioni di artigianato marinaresco, si preparano aringhe affumicate, mentre gruppi di donne in costume si esibiscono nei canti delle pescivendole. La mattina seguente, caricati i velieri con qualche sacco di fertilizzante (chimico) e issate le vele, viene dato il segnale di partenza. Prima di raggiungere le acque libere, la flotta deve però percorrere il canale, nel quale non è possibile bordeggiare. Così, il pubblico è chiamato a dare una mano: da bordo un cavo è passato a terra e tutti, comprese le famigliole con bambini, se lo pongono sopra le spalle e cominciano a trascinare gli scafi lungo il canale. Lo spettacolo dei velieri rimorchiati uno ad uno attraverso i prati è assicurato, così come l’allegria.

 

Giovanni Panella

Giovanni Panella

Genovese, ha sempre amato il mare e le sue storie. Giornalista pubblicista, è specializzato nel campo della cultura marittima. Vicepresidente dell’ISTIAEN (Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale), della Féderation du Patrimoine Maritime Méditerranéen e consulente della Soprintendenza della Liguria per il patrimonio marittimo. Collabora a riviste italiane, tra cui Nautica, Lega Navale, Rivista Marittima, alla francese Chasse-Marée ed è stato plurivincitore di un premio Marincovich. Oltre a La vela latina edito da Hoepli, è autore di una collana di pubblicazioni dedicate alle imbarcazioni tradizionali. Ha poi contribuito a testi realizzati da Tormena, Allemandi e Gribaudo, sempre su temi legati al mare e alla navigazione. Si è impegnato nel restauro d’imbarcazioni tradizionali e nella realizzazione di “Creuza de Mä”, copia di una lancia da ammiraglio del 1797, che da 15 anni è utilizzata in un programma internazionale di formazione. Ha scelto di non apparire su Facebook ma diversi suoi testi si possono scaricare dal sito academia.edu.
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Genovese, ha sempre amato il mare e le sue storie. Giornalista pubblicista, è specializzato nel campo della cultura marittima. Vicepresidente dell’ISTIAEN (Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale), della Féderation du Patrimoine Maritime Méditerranéen e consulente della Soprintendenza della Liguria per il patrimonio marittimo. Collabora a riviste italiane, tra cui Nautica, Lega Navale, Rivista Marittima, alla francese Chasse-Marée ed è stato plurivincitore di un premio Marincovich. Oltre a La vela latina edito da Hoepli, è autore di una collana di pubblicazioni dedicate alle imbarcazioni tradizionali. Ha poi contribuito a testi realizzati da Tormena, Allemandi e Gribaudo, sempre su temi legati al mare e alla navigazione. Si è impegnato nel restauro d’imbarcazioni tradizionali e nella realizzazione di “Creuza de Mä”, copia di una lancia da ammiraglio del 1797, che da 15 anni è utilizzata in un programma internazionale di formazione. Ha scelto di non apparire su Facebook ma diversi suoi testi si possono scaricare dal sito academia.edu.
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