
Confesso. Anch’io ho tanta nostalgia degli Anni Ottanta dove tutto o quasi ci/mi pareva possibile. Anche viaggiare per il mondo senza paura di virus. Ottanta nostalgia (resto a casa) è il titolo-gioco del libro di Carolina Sandroni, creativa milanese, che all’epoca passava dall’infanzia all’adolescenza.
Realizzato durante il lockdown, tra marzo e aprile, questo divertente e impertinente libriccino (e perché no? dissacrante e ironico) racconta con disegni e schizzi, oggetti, film, libri, giochi, riti e abitudini cult di quei dieci anni.
Che pare siano stati, a detti di chi li ha vissuti come me, tra i più felici del Novecento. E che in questo momento sono i più ricordati da chi a quel tempo era adulto (magari in carriera), da chi era giovane (magari di belle speranze) e da chi era poco più di un bambino (magari curioso).

Eccoli gli oggetti che impazzavano allora e che tutti noi abbiamo avuto e stoltamente forse buttato via: la radio cuffia, gli scaldamuscoli, il cubo di Rubik (che mi faceva impazzire perché non sono mai riuscito a completarlo).…..
I disegni, fatti da Carolina Sandroni a matita, un po’ ingenui, ma pur sempre efficaci, sono giocati sulle ombreggiature. Gli scritti (leggeteli con attenzione), tutti sul filo di una ironia sorniona e puntuale, sono epigrafi di sette o otto parole la cui lettura verticale della lettera iniziale forma il titolo o parte di esso.
Doverosa la dedica che si legge nella prima pagina. “Dedicato a chi si è preso cura di noi che siamo rimasti a casa”.
Aspetto il n 2: “Novanta nostalgia”. Perché no?
Carolina Sandroni
Ottanta nostalgia (resto a casa)
111 pag.
Pubblicato sulla piattaforma di Amazon, si può ordinare tramite il sito in versione cartacea (4 euro



