Sembra che le pratiche di buona educazione, persino le più facili, siano in fase di declino. Succede anche tra viaggiatori impegnati a recitare l’euforia del proprio egocentrismo e della disattenzione negli scompartimenti. A loro è dedicato il Galateo del viaggiatore cortese messo a punto da Trainline in occasione della Giornata mondiale della gentilezza (13 novembre).
Trainline è una piattaforma che mette a confronto tariffe, orari e servizi di treni e pullman di 270 compagnie di trasporto europee per l’acquisto di biglietti elettronici. L’azienda ha commissionato un’indagine all’istituto di ricerca YouGov che ha interpellato 7.237 adulti italiani, spagnoli, tedeschi, francesi e inglesi sui comportamenti in treno e in pullman.
E’ importante l’atmosfera che condividiamo con i compagni di viaggio: per un trasferimento sereno non basta la pianificazione dei dettagli pratici, ci vuole anche l’attitudine verso chi ci sta vicino, soprattutto nelle tratte lunghe.
Si parte quasi sempre con un saluto a chi lasciamo prima della partenza ma, come suggerisce il galateo, è utile un saluto e un sorriso anche ai vicini di sedile. Vanno rispettati gli spazi comuni e personali particolarmente quando si è accompagnati da un animale.
Quindi borse e valigie al loro posto, come pure i piedi, spesso depositati con noncuranza sulle altre poltrone. Per non parlare degli scarti di spuntini e bevande che andrebbero imbucati negli appositi contenitori: l’inchiesta rileva che mangiare in modo rumoroso o gustare cibi dall’odore forte è considerato fastidioso. A proposito di odori, è risaputo che la pulizia personale è gradita, ma è consigliabile non esagerare con profumi e deodoranti.
Altri suggerimenti riguardano il caos in salita e discesa di viaggiatori ansiosi e gli inossidabili urlatori che usano cellulare e computer come megafono per sfogare frustrazioni lavorative o inscenare siparietti di vita affettiva o amicizia. Possono creare situazioni imbarazzanti, persino divertenti.
Non è mai divertente, invece, il comportamento dei maleducati che si rivolgono in modo aggressivo al personale che sta svolgendo il proprio lavoro e dal cui benessere dipende la sicurezza anche di chi non paga il biglietto.




